7th
JAN

Seminario sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera vino

Posted by Slawka G. Scarso under Consumatore del vino, Corsi sul marketing del vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Vino e ambiente

Giovedì 17 gennaio dalle ore 9 si terrà a Roma presso la sede di Viale Pola, 12 della LUISS Guido Carli il seminario dal titolo Sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera vino. Il seminario è organizzato dall’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) in collaborazione con la Fondazione Simone Cesaretti di Napoli. Durante la mattinata si cercherà di esaminare il legame tra vino e territorio ma anche il continuo progresso qualitativo ottenuto attraverso una gestione delle vigne e delle cantine ispirata ai principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. “L’evento si propone di aggiungere un tassello importante all’insieme degli studi sulla responsabilità sociale nel comparto vitivinicolo nazionale”.
Interverranno tra gli altri:

  • Francesco Marangon, Università degli Studi di Udine – La sostenibilità della filiera vino
  • Silvio Menghini, UniCeSV – Università di Firenze – Il ruolo attivo del consumatore responsabile per il consumo del vino

E poi ancora Lamberto Vallarino Gancia, Federvini; Fabrizio Montepara, Città del vino; Giovanni Rizzotti, Progetto “Tergeo”- UIV; E. Renato De Filippi, Progetto Magis; Ludovico Maria Botti, Cantina Trebotti;
Filippo Carletti, Arnaldo Caprai; Giampiero Bea, Consorzio Viniveri.

A seguire ci sarà la presentazione del libro Inea-Consorzio Viniveri Custodi di identità. Storie di contadini e delle loro vigne – a cui ho contribuito come co-autrice – moderata da Bruno Gambacorta, Tg2, con interventi di Luca Zanini del Corriere.it, Giovanni Bietti, autore de I vini naturali d’Italia e Jacopo Cossater, di Enoiche Illusioni.

Per tutti i dettagli sul programma e per riservare un posto (l’ingresso in ogni caso è libero ma per motivi organizzativi si invita a confermare entro il 10 gennaio la propria presenza) vi invito a cliccare qui.

22nd
OCT

Carta dei vini interattiva con WineAmore

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Distribuzione del vino, Internet e vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

Di WineAmore avevo accennato qualcosa dopo lo scorso Vinitaly quando ho conosciuto uno dei fondatori, Sergio Cocco a una presentazione sull’impronta digitale del vino. All’epoca la presentazione mi aveva incuriosito così successivamente ho approfondito l’argomento con Sergio via skype e mi sono fatta raccontare qualcosa in più. In poche parole si tratta di un’applicazione per Ipad che permette di gestire la carta dei vini in maniera autonoma: non serve più stampare e anche l’aggiornamento viene fatto in maniera semplice, senza che siano necessarie chissà quali competenze. Il vantaggio più evidente e immediato è senz’altro quello di avere una carta dei vini sempre aggiornata, senza bisogno di giustificarsi col cliente che ha scelto proprio quella bottiglia lì, quella che è finita. In più ovviamente c’è il fattore “entertainment” per il commensale che può sfogliare “giocando”, per così dire. Altro fattore che ho apprezzato è quello della flessibilità. Il software viene personalizzato e permette in particolare di mettere in evidenza un prodotto piuttosto che un altro, dando informazioni aggiuntive. Al tempo stesso in queste schede è possibile inserire anche prodotti diversi dal vino – mettiamo il caso che si utilizzino ingredienti particolari in cucina, magari Dop o con una storia particolare alle spalle. In questo modo si può soddisfare anche un altro bisogno del consumatore di oggi, e cioè quello di imparare qualcosa di nuovo, e in questo senso di vivere un’esperienza.

Oltre a questo può essere un utile strumento anche in due altri casi. Il primo, quello di un’azienda vitivinicola già grande che voglia dare un premio ai suoi ristoratori – magari si lasciano fissi in evidenza e con il relativo approfondimento i vini aziendali, e il ristoratore può inserire gli altri in elenco. Il secondo è quello per i distributori o gli importatori, che anche in quel caso possono mettere in evidenza i prodotti che vendono al ristoratore, fermo restando che quest’ultimo potrà aggiungere anche gli altri presenti in carta.
Per finire il pricing è basato su una fee annuale in base al numero di vini inseriti: in altre parole è vero che poi puoi aggiornare tutto da solo ma nell’ottica di fare un servizio su misura l’assistenza non si ferma al momento della consegna.

13th
SEP

Post a pagamento? No grazie – con appello ai produttori di vino

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Corsi sul marketing del vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Vino dei blogger

Blog Marketing Up Close Word Blog GraphiE insomma questo post lo scrivo al volo e quindi scusatemi se scrivo di getto. Il fatto è che è appena arrivata, nel giro di un mesetto e mezzo, la seconda proposta di post a pagamento su questo blog. La prima era arrivata a luglio e aveva generato non poche polemiche online mentre tanti erano in ferie.  La seconda proposta è arrivata da un’altra comunicatrice per un altro cliente. In pratica si offrono di fornire contenuti che io e gli altri blogger potremmo poi pubblicare, secondo loro, pari pari sul nostro blog: “contenuti unici e originali”. E, in caso volessi scrivere direttamente io, il pezzo, si mettono a disposizione per pagarmi, devo comunicare via email la cifra.

Il fatto è che qui si spacciano per esperti di marketing e comunicazione 2.0 ma forse a forza di stare su twitter e facebook hanno perso le regole del buon senso. Il rapporto con un blogger, così come in passato con un giornalista, lo devi costruire. E questo si fa con calma. Deve essere un rapporto di fiducia. E non dico che non ci siano gli scrocconi della situazione, ma personalmente trovo offensivo che qualcuno si proponga di scrivere su queste pagine al posto mio e ancor più che offrano di pagarmi. La cosa dal punto di vista stilistico (dell’etica potrei parlare per ore) ha davvero poco senso visto che ogni blogger che si rispetti ha trovato una sua voce, quindi o mi trovi un ghost writer da paura, capace di riprendere al volo il mio stile e la mia voce, oppure si vedrà dopo 5 parole appena che un post non l’ho scritto io.

E poi c’è un altro discorso. Mettiamo il caso che io sia una che non prende i soldi e quindi che accetti, magari, ma senza chiedere nulla in cambio. Perché mi interessano i vini, o il progetto. Solo che poi la comunicatrice in questione ha mandato lo stesso mailing ad altri 100 blogger, e si fa presto a pensare male. E quindi io faccio un appello, ai comunicatori ma soprattutto alle aziende vitivinicole: verificate che i vostri consulenti non offrano di pagare per i post. Verificatelo perché il rischio poi è che il Blogger XXX non voglia parlare di voi per non avere poi lui stesso un danno di immagine. Perché il rischio è che un’operazione del genere abbia un effetto boomerang, così anziché avere un bel tam tam online, ci sarà un silenzio assordante: perché nessuno, per un bel po’, avrà più il coraggio di menzionarvi.

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