9th
JAN

5 corsi su marketing e comunicazione del vino per iniziare l’anno

Posted by Slawka G. Scarso under Corsi sul marketing del vino

evidenziatore e libroIl nuovo anno è cominciato già da qualche giorno e probabilmente sarà stato per molti di noi un momento per fare il punto della situazione e per programmare questo 2015, formulare i propri buoni propositi. Giusto ieri sera mi sono resa conto, per dire, che la mia lista delle cose da fare nel 2015 è già lunghissima e ora il mio maggiore impegno sarà riuscire a mantenerla realistica. Nel frattempo sto analizzando alcuni strumenti di project management e gestione delle to do list per capire cosa risponde meglio alle mie esigenze.

Visto però che tra i buoni propositi per il nuovo anno c’è di solito anche l’iscrizione a nuovi corsi – perché la formazione è essenziale – vi segnalo in questo post alcuni corsi e seminari  in partenza. In alcuni sono coinvolta direttamente, altri sono universitari o comunque sono corsi di cui conosco i docenti.

    1. Corso di Perfezionamento Universitario / Corso di Aggiornamento Culturale in Wine Business presso l’Università di Salerno. Il corso si sviluppa in 20 lezioni (si terranno il venerdì dalle 15 alle 20) per un totale di 100 ore. Si parlerà di gestione delle aziende vitivinicole, comunicazione, turismo enogastronomico, marketing del vino. Ogni incontro si dividerà in una lezione teorica, un incontro con un’azienda e una degustazione guidata da un sommelier AIS. Il corso è aperto sia a laureati che a diplomati che abbiano però già una comprovate esperienza nel settore. La scadenza per le iscrizioni è il 16 gennaio 2015. Il costo è di 600 euro. Le lezioni avranno inizio il 30 gennaio 2015. Per info scrivere a winebusiness@unisa.it. Come negli anni passati, tra i docenti ci sarò anch’io.
    2. Raccontare il cibo e il vino. Seminario sulla scrittura enogastronomica organizzato dalla Scuola Holden. In questo caso sono coinvolta direttamente, in qualità di docente. Il seminario si terrà a Roma presso Eataly Ostiense. Parleremo delle tecniche da usare per scrivere una recensione, creare un blog di ricette o dedicato al vino, della ricerca di nuove idee e tematiche, di come integrare blog e social network, sempre prendendo spunto da casi concreti per scoprire cosa funziona e cosa no, come si raccontano le aziende del settore, quali sono i trucchi utili e gli errori da evitare. La scadenza per le iscrizione è il 17 gennaio 2015. Il seminario si terrà il 24 gennaio (ore 15-18) e il 25 gennaio (ore 10-13) per un totale di 6 ore di docenza. Il costo è di 150 euro. Per info potete scrivere a corsi@scuolaholden.it.
    3. Master di I livello in Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche. Un altro corso universitario, stavolta organizzato dall’Università di Tor Vergata. In questo caso non si parla solo di comunicazione e marketing. «Il corso ha l’obiettivo di valorizzare la cultura e le tradizioni enogastronomiche, trasmettendo un’autentica conoscenza dei modi di produzione e di trattamento del cibo, dei prodotti agroalimentari sia in chiave storica che in chiave attuale, facendo acquisire competenze specifiche nei settori della comunicazione e del marketing orientato al territorio». Si svilupperà in 5 incontri che si terranno mensilmente a Roma con seminari, lezioni, testimonianze, esercitazioni a cui si aggiungeranno lo studio a distanza online e, trattandosi di un master, il project work finale o tirocinio presso enti/aziende per gli inoccupati. Il monte ore si divide in 90 ore in aula, 378 a distanza. La scadenza è il 12 gennaio 2015. Il corso inizia a marzo 2015. La quota è di 2500 euro.
    4. Strategia di marketing del vino per i mercati esteri. Questa volta la segnalazione è rivolta a chi si trova in Friuli. Il corso è tenuto dalla bravissima Elena Roppa e si terrà a Gorizia presso lo IAL. Durante questo corso della durata di 24 ore (di sabato mattina dalle 9 alle 13 a partire dal 17 gennaio 2015), si parlerà di wine marketing con particolare attenzione al mercato internazionale e ai mercati emergenti. Maggiori dettagli sul programma sono indicati nella pagina dedicata al corso. La scadenza non è indicata sul sito ma visto che il corso parte la settimana prossima, se vi interessa affrettatevi! Il costo è di 195 euro.
    5. Comunicare social l’enogastronomia e il territorio. Altro corso tenuto da Elena Roppa, sempre presso lo IAL di Gorizia. In questo caso si parlerà di Social Network e comunicazione digitale come strumento per la promozione del food & wine, sia in termini di produzione di contenuti e di strumenti disponibili che in termini di analisi dei risultati raggiunti e degli strumenti utilizzati . Si parte il 21 febbraio, le lezioni si tengono sempre il sabato mattina. 10 ore di docenza. Il costo è di 150 euro.

Mi sembra sia tutto. Se avete altri corsi in partenza da segnalare, siete benvenuti! Segnalate pure e poi integrerò il post.

29th
DEC

La formula del successo – un regalo di fine anno

Posted by Slawka G. Scarso under Fuori tema

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Il moltiplicatore gamma

 

 

 

 

Questo 2014 è ormai agli sgoccioli. Per me è stato un anno positivo e molto intenso. Tanti progetti, addirittura 4 libri usciti (non li ho scritti tutti insieme, ovviamente, ma il caso ha voluto che uscissero tutti tra maggio e giugno 2014).

Per chiudere bene l’anno, con un buon auspicio, riprendo questa slide che avevo presentato alla Big Lesson di Terroir Vino, organizzata a giugno da Filippo Ronco nell’ambito della Vinix Unplugged Unconference. L’idea dietro le slide di ogni partecipante era quella di raccontare una grande lezione imparata durante questi ultimi 10 anni online (e non solo). Visti i contenuti della slide presentata quel giorno ho pensato che sarebbe stato un bel modo per chiudere un anno e iniziarne un altro.

Ricordo ancora la faccia del pubblico quando hanno visto la formula. I numeri, le sigle, le formule, fanno sempre un certo effetto. A volte rischiano addirittura di spaventare.

La formula in realtà è «semplicissima»: il successo di lungo periodo è una funzione di vari elementi. Da questa formula si esclude il successo immediato che a volte può arrivare per un colpo di fortuna, ma  si considera solo un successo che arriva con un po’ di tempo ma è destinato a rimanere più a lungo.

Quali sono questi elementi? Beh, innanzitutto l’impegno. Bisogna lavorare sodo, e tanto. Continuare a documentarsi, studiare, impegnarsi ancora. Fare anche sacrifici, se necessario (e di solito è necessario).

Poi c’è la costanza: c’è stato un momento in passato in cui avevo la sensazione di seminare e seminare senza mai raccogliere. Quando si inizia un’attività in proprio è possibile che questo accada. Soprattutto se i tuoi colleghi di università stanno facendo delle carriere “tradizionali” e quindi sembrano maturare un vantaggio notevole, rispetto a te. Almeno all’inizio. Ecco, anche quando il desiderio di mollare diventa più forte dobbiamo insistere, essere costanti. Il successo arriverà.

Il successo di lungo periodo dipende anche dalla curiosità: la curiosità è quella cosa che ci spinge a imparare, da chi ci sta affianco, dai nostri colleghi, persino dai nostri competitor. È quella cosa che ci spinge a prendere spunto da un’ottima idea trovata in un altro settore e ad adattarla al nostro.

Infine c’è la storia. Ognuno di noi ha una sua storia. Conoscerla bene vuol dire saperla valorizzare, saper trovare gli elementi che ci permetteranno di emergere dalla massa. Io sono chi sono perché la mia famiglia ha avuto una determinata storia. Sono chi sono perché vivo in Italia nel 2014 e sono nata alla fine degli anni Settanta, ho fatto certi studi, e sono cresciuta in una famiglia con determinati valori. Bisogna imparare a valorizzare questi aspetti e a venderli (per quanto questa parola possa sembrare svilente).

Ora, la funzione del successo di lungo periodo è influenzata anche da due moltiplicatori. Il primo, è il fattore sigma, vale a dire la sfiga. Più siamo curiosi, costanti, più ci impegniamo e più valorizziamo la nostra storia, più piccolo sarà il fattore sigma. Ci potrà influenzare, ma non molto.

Per finire, c’è il fattore gamma. Ed è lì che volevo arrivare, ovviamente. Il fattore gamma non è niente di esotico, niente di strano. Gamma, infatti, sta per gentilezza: qualsiasi cosa facciate, fatelo con gentilezza. Siate disponibili con gli altri, aiutateli. Se c’è da dare un consiglio, datelo. Se potete suggerire un contatto, fatelo. Essere utili, essere gentili, è il vero moltiplicatore del successo. Essere gentili con gli altri vuol dire creare un’atmosfera serena e i presupposti perché quella gentilezza continui a circolare. Non bisogna essere gentili con l’idea di ottenere qualcosa in cambio, ma è pur vero che la gente di solito è più gentile con chi è gentile. Certo, il successo si ottiene anche senza essere gentili, non si può negare, ma più sarete gentili con gli altri – colleghi, concorrenti, clienti, tutti – più sarà grande e duraturo il vostro successo.

Buon 2015 a tutti: che sia un anno pieno di successo e di gentilezza.

11th
DEC

Enoturismo e raccolta dati – 5 consigli (più uno)

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Consumatore del vino, Internet e vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Turismo enogastronomico

Database foto di shinichi (fonte Flickr)Nel mondo del vino c’è un tipico controsenso. Da un lato ci si lamenta del fatto che sia difficile fidelizzare il cliente, dall’altro anche quando questa operazione viene facilitata si trascurano dei dettagli importanti. In questo post vedremo dunque 5 consigli utili (più uno) per la raccolta dati nel settore dell’enoturismo.

Parlando con un produttore di vino, mesi fa, era venuto fuori il discorso degli enoturisti che venivano da lui in cantina. Diceva che ogni anno riceve tantissime visite, ma che poi non manteneva i contatti. «Prendi nota dei loro dati, vero?», gli avevo domandato. Ma lui «No, in realtà non lo faccio, non ho tempo». Al solito, la mancanza di tempo è il fattore decisivo, la discriminante tra opportunità e opportunità mancata. E l’opportunità mancata non porta mai a una vendita.

È semplice: un cliente che viene a visitarvi in cantina è il più propenso a mantenere i contatti con voi, a continuare a comprare i vostri vini – se soddisfatto, ovviamente. Questo accade perché con la personalizzazione dell’incontro e dell’esperienza, il vostro vino si è staccato dalla concorrenza. Ha acquisito degli elementi di differenziazione che lo rendono unico. Siete diventati memorabili. La fidelizzazione e a un passo da voi.

Ecco cinque consigli (più uno) per raccogliere i dati in modo ottimale per non sprecare questa occasione e fidelizzare i clienti.

  1. Preparate un modulo per la raccolta dati – vi basta conoscere poche informazioni: Nome, Cognome, Indirizzo email e, se potete, Indirizzo fisico (basta anche solo la città, dipende dalle vostre attività, da quello che avete in programma di fare). L’indirizzo email vi serve per rimanere in contatto. Difficilmente una persona che è venuta ad acquistare i vostri vini in cantina, o comunque a visitare l’azienda, non sarà disposta a darvi questo riferimento. L’indirizzo fisico è utile in due casi: il primo, se dovete poi spedire dei vini, o magari organizzate un evento nella città dove si vive il vostro enoturista. In quel modo potrete inviare un invito personalizzato, e questo facilita sempre il passaparola.
  2. Giustificate la raccolta dati dandole un valore - se è vero che si dà più facilmente un indirizzo email, l’indirizzo fisico e altri dati sono percepiti come più personali e sensibili. Per questo è bene giustificare questa richiesta, far capire che cedendo questi dati il consumatore otterrà dei vantaggi. Spiegate ad esempio se vi serve per inviare una newsletter cartacea, o gli auguri di Natale o appunto nell’eventualità di organizzare un evento in una città in particolare.
  3. Rendete semplice il sistema di digitalizzazione – un database cartaceo ovviamente non serve a nulla, i dati vanno inseriti al computer. Ci sono software specializzati nella gestione di database. Una soluzione semplice può essere quella di impostare una newsletter con Mailchimp. Entro i 2000 iscritti le funzioni base (che sono tante) sono gratuite e il modulo è facile da aggiornare. Si possono anche importare liste.
  4. Aggiungete dei moduli simili anche sul vostro sito e sulla vostra pagina Facebook. In questo modo potrete raccogliere in un unico database sia i riferimenti di chi conoscete direttamente in cantina (o vi passa a trovare in fiera), sia di chi vi conosce per prima cosa online. È importante che questi moduli parlino tutti tra loro, in modo che non abbiate doppioni – non c’è niente di peggio che ricevere due volte la stessa comunicazione – ma teniate comunque traccia di dove sono stati presi i dati inizialmente. Come spiegato all’inizio, un cliente che è venuto a trovarvi in cantina vi è per forza di cose più vicino di uno che vi ha conosciuto, per ora, solo online.
  5. Preparate il personale che si occuperà della raccolta dati. I dipendenti – salvo la vostra non sia un’azienda a conduzione familiare – devono essere resi partecipi, il che vuol dire spiegare come funziona il sistema, spiegare a cosa serve e quali sono i vantaggi per l’azienda e di riflesso anche per loro. Visto che state aggiungendo loro un compito è bene che siano motivati a farlo.
  6. Comunicate con i vostri clienti.
    • Inviate un messaggio di ringraziamento per essere venuti a trovarvi in cantina.
    • Comunicate regolarmente (bastano 4 volte l’anno). Mandando una newsletter a trimestre di sicuro avrete delle informazioni da comunicare. Ricordate di inviare contenuti interessanti.
    • Celebrate le feste (e se avete preso nota del loro compleanno, perché non mandare uno sconto speciale in quella occasione? Lo fa pure il mio parrucchiere…

Ecco dunque i 5 consigli (più uno) per aiutarvi a fidelizzare i clienti e sfruttare appieno l’opportunità che vi è data dalle visite in cantina. Se poi volete aggiungere qualche punto a questa lista, in base alla vostra esperienza diretta, commentate qui sotto.

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