• Marketing del vino
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5th
MAR

Troppa scelta finisce per paralizzare

Posted by Slawka G. Scarso under Consumatore del vino, Distribuzione del vino, Letture Utili

Giusto qualche settimana fa avevo scritto del nuovo format di enoteche che riduce il numero di referenze a scaffale rendendo più semplice la scelta anche grazie a categorie ben definite e comprensibili di prodotto. Trovo giusto oggi questo articolo pubblicato sul NY Times in cui si parla proprio di questo. Il punto di partenza, risultato di alcune analisi, è il fatto che davanti a troppa scelta ci paralizziamo: il terrore di fare la scelta giusta ci impedisce di prendere una qualsiasi scelta o comunque diventa un po’ frustrante. E anche se non ammettiamo di soffrire ancora di questo problema sono certa che tutti noi ricordiamo ancora bene quando da piccoli – esempio menzionato nello stesso artico – non sapevamo mai che gusto di gelato scegliere (a meno che non avessimo un abbinamento fisso del tipo cioccolato-fragola-limone).

La cosa interessante è che hanno fatto uno studio con le marmellate: facendo un confronto tra assortimento ampio e assortimento ristretto nello stesso supermercato, si è notato che più persone si avvicinavano all’assortimento ampio mentre in proporzione “snobbavano” l’assortimento modesto. Ora, fin qui niente sorprese, quello che invece è più interessante è che la percentuale di chi acquistava il prodotto davanti a un assortimento modesto era nettamente più alta rispetto a quando uno si trovava davanti a tantissima scelta. Insomma, dammi 10 opzioni e una la scelgo, dammene 100 e cammino via col cestino vuoto…

Aspetto ancora più interessante il fatto che secondo altri studiosi ancora, il problema non è tanto della possibilità  di scelta quanto delle informazioni a disposizione… Dammi 100 opzioni e un criterio utile per scegliere e sceglierò.

1st
MAR

Disservizi Telecom

Posted by Slawka G. Scarso under Fuori tema

Attenzione, questo è un post-sfogo (nel senso di post su blog, non di post “già passato”…)

Da una settimana sono senza telefono fisso. Nel passaggio da Telecom a Tiscali con il Voip la Telecom mi ha fatto l’ultimo scherzetto: hanno detto a Tiscali che avrebbero terminato il servizio il 3 marzo e invece il 22 febbraio mi arriva l’ultima telefonata da un tecnico che con tono addirittura risentito mi dice che hanno appena fatto il lavoro da me richiesto. Io chiedo quale lavoro e lui mi dice: “le abbiamo staccato il telefono perché sta passando a un altro gestore”. Peccato appunto che l’altro gestore sapeva un’altra data e prima di quella non potrà far partire il suo servizio. Così ora vivo in un limbo fatto di cellulare che prende e non prende…

In questi giorni mi è stato suggerito di lamentarmi, chiedere il risarcimento dei danni, contattare qualche associazione dei consumatori, forare le gomme alla prima panda rossa con logo Telecom che mi passa davanti e così via. Io mi sono limitata ad avvertire le persone con cui collaboro più stabilmente che non ho il fisso fino a mercoledì ma non voglio perdere altro tempo stando dietro  a questi delinquenti e al tempo stesso mi chiedo: a quante persone l’hanno fatto e lo fanno ogni giorno? Quanti di noi portano avanti un’attività, con tutte le mille difficoltà e incertezze che questo comporta, e si trovano di tanto in tanto a gestire anche questa carta “imprevisto” in questa a volte spassosa, a volte un po’ meno, vita da monopoly?

16th
FEB

Vola ai Mondiali con Afriwines

Posted by Slawka G. Scarso under Internet e vino, Mondovisione

Scoperto via Friendfeed, ecco questo nuovo concorso dedicato agli appassionati del vino e del calcio. In occasione dei prossimi mondiali di calcio in Sudafrica, la AFRIWINES, società di Monza che seleziona importa in Italia i vini di alcune aziende sudafricane, ha indetto il concorso a premi “Vola ai Mondiali con Afriwines“. In palio,  tre pacchetti per due persone che includono viaggio da Milano o Roma, alloggio e biglietto per assistere a Italia-Paraguay. Il concorso si applica sulle bottiglie contrassegnate dal collarino promozionale con talloncino gratta e vinci e messe in vendita nell’enoteca SuDiGradi e nei supermercati della catena Pellicano.  Quasi quasi partecipo anch’io :)

PS una volta tanto ho apprezzato la scelta della musica di sottofondo nel sito di Afriwines – in un contesto del genere l’inclusione dei canti africani permetteva di creare l’atmosfera e non era un di più superfluo come troppo spesso accade. Peccato anzi che non siano riusciti a includere un brano un po’ più lungo.

13th
FEB

Prosecco e Rosecco, roba da far arrossire…

Posted by Slawka G. Scarso under Distribuzione del vino, Mondovisione, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

Il nostro caro Prosecco, già trattato malissimo sul mercato internazionale (ad es. la faccenda del Prosecco in lattina di qualche anno fa), ora ne ha subita un’altra, o almeno ci hanno provato. Già, perché giocando sul nome Prosecco si sono inventati uno spumante rosé per il mercato britannico, un private label di Marks & Spencers. Cosa che fa sorridere doppiamente visto che solo alcuni anni fa la stessa catena aveva fatto una mega campagna pubblicitaria in tutte le fermate dell’autobus londinese per ribadire il fatto che loro ci tenevano all’origine dei prodotti – ma forse si riferivano solo all’assenza di ogm…

Giocando sull’assonanza dei nomi e sui colori delle etichette, per trarre in inganno i consumatori, questa volta stavano per finire sulle tavole inglesi 14.400 bottiglie di Rosecco“, ha detto il Ministro Zaia. Ma le bottiglie sono state confiscate e quindi siamo tutti salvi (anche se in un commento al post di Elisabetta Tosi si faceva notare che le bottiglie erano già in commercio da tempo). In tutta questa storia mi ha incuriosito anche un altro aspetto. Fino a pochi anni fa il rosato non lo voleva nessuno… ora si è fatta così tanta comunicazione a favore di questa tipologia che si mettono pure a contraffarlo pur di venir fuori con una nuova etichetta. Curioso, no?

9th
FEB

Nuovi format di enoteche

Posted by Slawka G. Scarso under Distribuzione del vino, Mondovisione, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

Qualche settimana fa ho ricevuto la segnalazione da parte di un lettore di un post che aveva scritto su un format di enoteche lanciato in Olanda 3 anni fa da Grape District ispirandosi in modo quasi letterale a quanto fatto prima negli Stati Uniti da Best Cellars. Si tratta di un format che presenta diversi elementi interessanti:  abbiamo innanzitutto il vantaggio/limite di una selezione “ristretta” di etichette, circa 130. Una vera e propria razionalizzazione delle referenze che si traduce nel vero elemento distintivo del format e cioè il fatto che tutti i vini sono suddivisi per categorie facilmente comprensibili da chiunque, incluso il consumatore frastornato in mezzo all’offerta immensa di vini, quello che non sa mai cosa acquistare, cosa abbinare e così via. Un format perfetto per chi come me quando entra in un negozio di vestiti scappa appena si avvicina una commessa che offre il suo aiuto.

Alberto, che ha scritto questo post, è largamente a favore di questo formato che va incontro alle esigenze di chi non è esperto e non si considera tale (potremmo stare a parlare di ore di chi non lo è ma non lo riconosce!). Personalmente, credo che uno degli aspetti piacevoli delle enoteche sia quello del rapporto umano con il titolare del negozio – il consiglio, insomma – e della ricchezza di assortimento rispetto all’ipermercato più ricco. In questo senso non condivido totalmente l’opportunità di utilizzare un format del genere anche in Italia. A voler prendere due piccioni con una fava basterebbe mettere in evidenza, magari mese per mese, un po’ di etichette scelte dall’enotecaro e suddivise per le stesse categorie di cui sopra, ma ho idea che questo già si faccia. Piuttosto, forse sarebbe il caso che questo approccio venisse applicato proprio negli ipermercati e supermercati dove l’offerta è più ridotta e manca sempre il personale in grado di consigliarti. Ecco, lì sì che ci vorrebbe una cosa del genere, tanto più che quando uno fa la spesa al supermercato ha davvero poco tempo e non ha certo la voglia di mettersi lì a scegliere con calma il vino più adatto.

12th
JAN

Se le regole valessero per tutti

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Mondovisione

Stamattina mi sono concessa una passeggiata al lago per iniziare la giornata.  Dopo giorni e giorni di pioggia quasi ininterrotta il mio labrador se la meritava, e poi sapevo che avremmo trovato altri due labrador a fare il bagno (seguiti dalla spiaggia dai rispettivi padroni). Ecco, vedere 3 cuccioloni che giocano in acqua sotto il cielo terso è una di quelle cose che mi fa impazzire.

Poi ovviamente è arrivato il momento del ritorno e accendendo il computer ho trovato nella posta questa notizia, e subito mi è partito un “Ah-Ah!” di quelli da tana libera tutti. Già, perché a quanto pare i francesi hanno provato a fare in Australia quanto negli Stati Uniti e non solo fanno senza scrupolo alcuno coi nostri vini e altri prodotti tipici. Prova a introdurre sul mercato un Sauvignon di nome Kiwi e, apriti cielo!, i neozelandesi si offendono subito e il prodotto viene bloccato in fase di registrazione del marchio perché il nome viene considerato “fuorviante”. Beh, che dire? Sinceramente sono d’accordo coi neozelandesi che si sono rivolti al tribunale australiano incaricato della faccenda ma come mai loro riescono concretamente a bloccare il prodotto e invece spuntano come funghi prodotti italiani tarocchi come Parmesao o, nella stessa Australia, il Tinboonzola,  il Gorgonzola del Down Under?

11th
JAN

Questione di prezzi, ah, ah, ah!

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Mondovisione, etichette del vino

Ah, le lobby! A quanto dice il comitato parlamentare per la salute in Gran Bretagna il governo è più influenzato dai supermercati e dall’industria per le bevande che dagli esperti in salute che avevano chiesto di fissare un prezzo minimo per ogni unità di alcol al fine di combattere il problema dell’alcolismo.

Il fatto è che a leggere le argomentazioni espresse su Decanter io mi trovo d’accordo col governo – e con l’industria. Ma guarda un po’? Già, perché fra le argomentazioni espresse c’è il fatto che fissare un minimo andrebbe soprattutto a colpire (ingiustamente) le tasche dei consumatori moderati di bevande alcoliche. Per non parlare del fatto che, davanti alla dipendenza, il prezzo non ha mai scoraggiato nessuno. Fate banalmente il conto di quanti soldi spende in un anno un fumatore neppure eccessivamente accanito, da 10 sigarette al giorno, diciamo, e cosa ci si potrebbe comprare con quei soldi. Oppure pensate al tasso di alcolismo nelle economie in transizione. Ma di esempi ce ne sarebbero a non finire.

Le altre raccomandazioni includono invece la comunicazione: comunicazioni obbligatorie sulle etichette che avvisino sul pericolo di assumere alcolici, tipo sigarette, e informino circa il numero di unità alcoliche contenute in ciascuna bottiglia (un mistero per i più, me inclusa!), restrizioni su pubblicità e promozioni e divieto di pubblicizzare alcolici sui social network (il che aprirebbe un capitolo a parte soprattutto visto che tanti di noi parlano di vino proprio nei social network e le piccole aziende hanno finalmente un modo di arrivare a tutti. Sarebbe vietato anche questo tipo di scambio?). E per chi volesse approfondire l’argomento, ho trovato questo studio dell’Institute of Alcohol Studies in Inghilterra – può non essere aggiornatissimo nella panoramica dei paesi europei ma alla fine le argomentazioni sono sempre le stesse.

3rd
DEC

L’importanza di formare (e motivare) il personale

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Distribuzione del vino, Food

Ieri sera ho iniziato a fare alcuni giri vinosi per Roma per un nuovo progetto. Ho visitato due locali in cui tra le altre cose si somministrava vino e ho avuto due esperienze completamente opposte. Premesso che per poter dare un giudizio più obiettivo su questi due locali non mi ero inizialmente presentata come giornalista o scrittrice, il trattamento che ho ricevuto, anche quando mi sono presentata (dopo tutto se uno prende attentamente appunti da una carta dei vini e dal menù in qualche modo crea sospetto e a quel punto è giusto presentarsi) è stato opposto.

In un caso ho avuto modo di parlare col titolare, persona davvero squisita, che mi ha raccontato della sua attività con una passione tale che non potrà non riversarsi anche nelle mie parole. Si trattava di un locale in cui ero stata una sola volta prima e mi ero già trovata bene, al punto che ieri ho fatto un giro, diciamo di aggiornamento. Ma il secondo, beh, il secondo, che è uno dei miei posti preferiti a Roma e che conosco da anni, è stato una delusione. Già, perché il titolare non c’era e quando ho chiesto informazioni alla ragazza che era in sala e che sembrava comunque gestire il locale in sua assenza ho ricevuto risposte con scarso entusiasmo, stringate (e, sia ben chiaro, era un mercoledì sera, non un sabato) . E’ chiaro che il mio giudizio non si baserà mai (solo) su quell’unica esperienza ma sul fatto che le tante altre volte in cui sono stata lì negli ultimi 7 anni sono stata sempre bene, però mi chiedo: e se quella fosse stata la mia prima volta? Se non avessi avuto modo di sapere che lì in realtà si passa una bella serata, con ottimi vini e cibo all’altezza?

Un consiglio da manuale di marketing sarebbe quello di formare il proprio personale anche per queste occasioni. Spiegare come ci si comporta, cosa si deve dire, al giornalista/scrittore di turno. Come trattarlo. Nei casi estremi crearsi anche uno standard di comportamento. Perché va bene che le cuvée des journalistes (e azioni/atteggiamenti equivalenti) andrebbero evitate, però c’è pure una via di mezzo, e se è vero che il titolare non può esserci tutte le sere allora bisogna fare in modo che chi ne fa le veci gli dia il giusto merito.

27th
NOV

Vin Vin, le borse porta bottiglie

Posted by Slawka G. Scarso under Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Packaging del vino

Con l’avvicinarsi del Natale mi stanno arrivando segnalazioni di confezioni regalo & co. Tra le tante, ecco un prodotto innovativo, di design, simpatico e anche pratico. Si tratta di Vin Vin, le borse porta bottiglie gemelle. Insomma, se avete bisogno di trasportare due bottiglie contemporaneamente, magari da portare in regalo a qualcuno, ecco una simpatica confezione adatta allo scopo. Sono realizzate in polipropilene e riutilizzabili quante volte volete; il manico, costituito da piccoli risvolti di materiale, è stato pensato per non tagliare le dita con il peso delle bottiglie trasportate. Si possono usare insieme o separatamente e in  più stanno in piedi da sole. E per quelli dall’animo verde, sono totalmente riciclabili.

L’idea dietro questo prodotto ideato da Civico 13 è stata quella di creare un prodotto in grado di posizionarsi in una nicchia d’utilizzo a metà tra le scatole usa e getta prodotte in cartotecnica e le borse di nylon da 4 o 6 bottiglie. Si differenzia anche dalle borse in juta per un design sicuramente più contemporaneo. E’ possibile anche personalizzarle con il proprio logo anche se non nascono come prodotti promozionali ma di design, sia ben chiaro!

25th
NOV

Premio letterario Santa Margherita

Posted by Slawka G. Scarso under Arte e vino, Packaging del vino, etichette del vino

Ah, le retro-etichette! A chi è del mestiere sarà capitato decine di volte che qualcuno gli abbia chiesto, con aria a volte trasognata, a volte un po’ confusa: ma quelle descrizioni dietro le bottiglie, chi le scrive? Gli abbinamenti, gli aneddoti… Originali, pompate, didascaliche, banalissime, minimaliste, indimenticabili, approfondite fino all’inverosimile oppure sfruttate poco o male, le retro-etichette sono lo spazio bianco sul quale si può finalmente comunicare il vino oltre i limiti di legge* e direttamente sulla bottiglia.

E in questa moltitudine di opzioni ormai da quattro anni quelli di Santa Margherita portano avanti uno dei miei progetti preferiti, sarà che unisce vino e racconti e che è uno dei pochi premi letterari in Italia dove non cercano di estorcere soldi ai partecipanti, anzi! Così anche quest’anno si è concluso il premio letterario Santa Margherita, in collaborazione con Feltrinelli, che vedrà tre racconti brevissimi sul vino apparire nelle retro-etichette di centinaia di migliaia di bottiglie. Tirature alla Dan Brown insomma. La premiazione si è svolta martedì scorso nella cornice tutta kitsch e design del Boscolo Hotel di Milano, a due passi da San Babila e a quattro dal Duomo (ben in vista dalla terrazza dove si sorseggiava il nuovo Prosecco 52). A vincere, il racconto “Un bicchiere di parole” di Stefano Bianchi, seguito da Sebastiano Carron e da Serena Stringher. Quest’anno poi ero in giuria e dopo aver letto i racconti in gara devo dire che una cosa mi è piaciuta in particolare: non so chi fossero i partecipanti perché i racconti mi sono arrivati tutti anonimi e ho letto i curriculum dei vincitori giusto sul comunicato stampa finale, ma forse non erano esperti del settore… già, perché finalmente si è comunicato il vino con entusiasmo ma senza tecnicismi, in modo accessibile a tutti e al tempo stesso cercando di trasmettere le tante emozioni che si possono provare bevendo un buon bicchiere. Magari tutte le retro-etichette fossero così!

*ok, fino a un certo punto.