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DEC

Enoturismo e raccolta dati – 5 consigli (più uno)

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Consumatore del vino, Internet e vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Turismo enogastronomico

Database foto di shinichi (fonte Flickr)Nel mondo del vino c’è un tipico controsenso. Da un lato ci si lamenta del fatto che sia difficile fidelizzare il cliente, dall’altro anche quando questa operazione viene facilitata si trascurano dei dettagli importanti. In questo post vedremo dunque 5 consigli utili (più uno) per la raccolta dati nel settore dell’enoturismo.

Parlando con un produttore di vino, mesi fa, era venuto fuori il discorso degli enoturisti che venivano da lui in cantina. Diceva che ogni anno riceve tantissime visite, ma che poi non manteneva i contatti. «Prendi nota dei loro dati, vero?», gli avevo domandato. Ma lui «No, in realtà non lo faccio, non ho tempo». Al solito, la mancanza di tempo è il fattore decisivo, la discriminante tra opportunità e opportunità mancata. E l’opportunità mancata non porta mai a una vendita.

È semplice: un cliente che viene a visitarvi in cantina è il più propenso a mantenere i contatti con voi, a continuare a comprare i vostri vini – se soddisfatto, ovviamente. Questo accade perché con la personalizzazione dell’incontro e dell’esperienza, il vostro vino si è staccato dalla concorrenza. Ha acquisito degli elementi di differenziazione che lo rendono unico. Siete diventati memorabili. La fidelizzazione e a un passo da voi.

Ecco cinque consigli (più uno) per raccogliere i dati in modo ottimale per non sprecare questa occasione e fidelizzare i clienti.

  1. Preparate un modulo per la raccolta dati – vi basta conoscere poche informazioni: Nome, Cognome, Indirizzo email e, se potete, Indirizzo fisico (basta anche solo la città, dipende dalle vostre attività, da quello che avete in programma di fare). L’indirizzo email vi serve per rimanere in contatto. Difficilmente una persona che è venuta ad acquistare i vostri vini in cantina, o comunque a visitare l’azienda, non sarà disposta a darvi questo riferimento. L’indirizzo fisico è utile in due casi: il primo, se dovete poi spedire dei vini, o magari organizzate un evento nella città dove si vive il vostro enoturista. In quel modo potrete inviare un invito personalizzato, e questo facilita sempre il passaparola.
  2. Giustificate la raccolta dati dandole un valore - se è vero che si dà più facilmente un indirizzo email, l’indirizzo fisico e altri dati sono percepiti come più personali e sensibili. Per questo è bene giustificare questa richiesta, far capire che cedendo questi dati il consumatore otterrà dei vantaggi. Spiegate ad esempio se vi serve per inviare una newsletter cartacea, o gli auguri di Natale o appunto nell’eventualità di organizzare un evento in una città in particolare.
  3. Rendete semplice il sistema di digitalizzazione – un database cartaceo ovviamente non serve a nulla, i dati vanno inseriti al computer. Ci sono software specializzati nella gestione di database. Una soluzione semplice può essere quella di impostare una newsletter con Mailchimp. Entro i 2000 iscritti le funzioni base (che sono tante) sono gratuite e il modulo è facile da aggiornare. Si possono anche importare liste.
  4. Aggiungete dei moduli simili anche sul vostro sito e sulla vostra pagina Facebook. In questo modo potrete raccogliere in un unico database sia i riferimenti di chi conoscete direttamente in cantina (o vi passa a trovare in fiera), sia di chi vi conosce per prima cosa online. È importante che questi moduli parlino tutti tra loro, in modo che non abbiate doppioni – non c’è niente di peggio che ricevere due volte la stessa comunicazione – ma teniate comunque traccia di dove sono stati presi i dati inizialmente. Come spiegato all’inizio, un cliente che è venuto a trovarvi in cantina vi è per forza di cose più vicino di uno che vi ha conosciuto, per ora, solo online.
  5. Preparate il personale che si occuperà della raccolta dati. I dipendenti – salvo la vostra non sia un’azienda a conduzione familiare – devono essere resi partecipi, il che vuol dire spiegare come funziona il sistema, spiegare a cosa serve e quali sono i vantaggi per l’azienda e di riflesso anche per loro. Visto che state aggiungendo loro un compito è bene che siano motivati a farlo.
  6. Comunicate con i vostri clienti.
    • Inviate un messaggio di ringraziamento per essere venuti a trovarvi in cantina.
    • Comunicate regolarmente (bastano 4 volte l’anno). Mandando una newsletter a trimestre di sicuro avrete delle informazioni da comunicare. Ricordate di inviare contenuti interessanti.
    • Celebrate le feste (e se avete preso nota del loro compleanno, perché non mandare uno sconto speciale in quella occasione? Lo fa pure il mio parrucchiere…

Ecco dunque i 5 consigli (più uno) per aiutarvi a fidelizzare i clienti e sfruttare appieno l’opportunità che vi è data dalle visite in cantina. Se poi volete aggiungere qualche punto a questa lista, in base alla vostra esperienza diretta, commentate qui sotto.

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SEP

I social network ci rendono soli? Apologia dei social network

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino

Schermata 2014-09-01 a 09.48.24Parto da una piccola premessa. Innanzitutto, sono convinta che un coltello in mano a una persona cattiva possa stroncare una vita ma in mano a una persona buona ne possa salvare una. Ogni strumento ha un potere diverso a seconda di come lo usiamo. Seconda cosa, se esco con una persona e questa sta tutto il tempo a controllare le notifiche su Whatsapp o Facebook e a rispondere anziché parlare con me, magari non dico nulla sul momento ma passerà un bel po’ prima che ci esca di nuovo.

E ora veniamo alle critiche rivolte ai social network. Sono più o meno sempre le solite: i social network in realtà ci rendono più soli, stiamo abusando della tecnologia e blablabla. Non mi reputo un’ambasciatrice dei social network, per carità, li uso soprattutto per lavoro ma non solo (e grazie a qualche status e qualche post ho trovato pure lavoro). Di sicuro il fatto che io li usi per lavoro mi rende un utente più attento della media. Detto ciò, un piccolo aneddoto di questo fine settimana mi ha spinto ieri a pensare che volevo scrivere questo post.

Camminare di notte, al buio, a Roccaraso in cerca dell’albergo che si spacciava per centrale. Fatto. Se non mi vedete più mettere like o simili nelle prossime ore mandate qualcuno a cercarmi.

Ho una bellissima carriera, faccio un lavoro che mi sono “inventata”, che mi permette di scrivere, di viaggiare e di conoscere una marea di gente. Certo, come tutti i piccoli imprenditori mi tocca affrontare mille ostacoli ma ho sempre la coscienza di costruire, giorno per giorno, qualcosa di mio. Ovviamente, trattandosi di lavoro, il 90% del tempo viaggio da sola. Non avendo una persona nella mia vita da avvisare quando arrivo a destinazione o da chiamare per uno sfogo se mi accade qualche disavventura ed essendo un po’ troppo grande per chiamare sempre mammaepapà, ebbene sì, uso i social network. Li uso anche quando in casi come l’altra sera mi sento sola. Sia ben chiaro, non leggerete mai un mio status in cui mi piango addosso e dico che Oddio, mi sento sola, non ho nessuno al mondo e altre simili frasi pesanti che tedierebbero chiunque e spingerebbero più di uno a cliccare su “Nascondi questo post” o “Smetti di seguire”. Però dopo aver scritto il post qui sopra sono arrivata a una conclusione triplice che volevo condividere.

  1. I social network ci possono far sentire meno soli, eccome. Vanno usati bene, certo, ma in occasioni in cui davvero siamo soli, scrivere qualcosa e sapere che in punti anche distanti del mondo c’è qualcuno che in quel momento è a conoscenza di dove siamo, ci fa sentire meno soli. Punto.
  2. Scrivere uno status ci spinge (se si fa attenzione, ovvio) a guardare le cose immediatamente da un punto di vista diverso, a guardare l’ironia della cosa. Come ho scritto poco fa, se scrivessi post strappalacrime, nessuno mi vorrebbe più leggere e qualcuno si potrebbe pure offendere (Ma che fai, tu che vedi tutti questi bei posti per lavoro ti lamenti pure?!) e a ragione. Piuttosto, l’impulso a scrivere di un certo evento nell’immediato, spinge pure a trovare immediatamente il lato ironico della cosa. E anche solo per quello, ci si sente meno soli.
  3. Scrivere post in cui in modo ironico non nascondiamo la solitudine farà sentire meno soli gli altri. E questo è un altro aspetto che vorrei valorizzare. Perché magari leggendo qualcuno potrà pensare Ah, allora anche a lei capitano situazioni del genere, e allora la prossima volta che gli capiterà di rimanere da solo con l’auto in panne, di notte, senza nessuno da chiamare se non un servizio di assistenza a pagamento, riuscirà a farci quattro risate. Magari non al momento dell’esborso di denaro, ma comunque prima del solito…

 

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AUG

5 cose da fare quando il vostro vino vince un premio (e una da evitare)

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino

TrophiesNegli scorsi giorni si è riunita la commissione dei Vini Buoni d’Italia per scegliere i vini vincitori tra quelli presentati in degustazione per la guida. Girano online le liste dei vincitori e iniziano ad arrivare i primi comunicati stampa scritti dalle aziende premiate che vogliono comunicare questo traguardo. Con l’uscita delle guide, in autunno, il numero di “notizie” del genere aumenterà significativamente e per questo ho pensato a una sinteticissima guida su cosa fare quando si vince un premio. Ecco qui i punti principali.

5 cose da fare quando il vostro vino vince un premio

  1. Aggiornate il vostro sito internet – quello è il punto di riferimento di tutta la vostra comunicazione, il vostro archivio permanente. Facebook un giorno forse non ci sarà più, il sito internet ci sarà sempre.
  2. Pubblicate la notizia sui vostri social network – scegliete una foto del vostro vino, o quella del logo della manifestazione, o entrambe: insomma, condividete la notizia con i vostri fan. È una di quelle occasioni in cui siete autorizzati a parlare di voi stessi.
  3. Soprattutto se il premio o il riconoscimento è importante, inviate la comunicazione alla forza vendita (può essere un argomento in più da sfruttare e in ogni caso è un argomento di conversazione aggiuntivo).
  4. Inviate la comunicazione anche ai ristoranti che hanno i vostri vini in carta – rendeteli partecipi, dopo tutto sono vostri partner, no? È un successo anche per chi vi ha scelto.
  5. Preparate un comunicato stampa per le testate locali, sempre che a vincere non siate stati almeno in 10, nella zona. Soprattutto se si tratta di premi più grandi le testate locali saranno interessate a parlarne e a voi darà l’occasione di avere ulteriori contenuti da rilanciare online.

Una cosa da evitare quando si vince un premio

  1. NON inviate il comunicato stampa del premio a tutti i giornalisti e a tutti i blogger nella vostra rubrica. Non servono dati statistici alla mano per dirvi che un comunicato stampa intitolato “Cantina XXX vince il Premio XXX” ha una percentuale bassissima di apertura. Di fatto, a parte quei blog che pubblicano le liste intere già fornite dalle testate, per nessun altro il premio vinto è una vera notizia.

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