Prosecco e Rosecco, roba da far arrossire…

Il nostro caro Prosecco, già trattato malissimo sul mercato internazionale (ad es. la faccenda del Prosecco in lattina di qualche anno fa), ora ne ha subita un’altra, o almeno ci hanno provato. Già, perché giocando sul nome Prosecco si sono inventati uno spumante rosé per il mercato britannico, un private label di Marks & Spencers. Cosa che fa sorridere doppiamente visto che solo alcuni anni fa la stessa catena aveva fatto una mega campagna pubblicitaria in tutte le fermate dell’autobus londinese per ribadire il fatto che loro ci tenevano all’origine dei prodotti – ma forse si riferivano solo all’assenza di ogm…

Giocando sull’assonanza dei nomi e sui colori delle etichette, per trarre in inganno i consumatori, questa volta stavano per finire sulle tavole inglesi 14.400 bottiglie di Rosecco“, ha detto il Ministro Zaia. Ma le bottiglie sono state confiscate e quindi siamo tutti salvi (anche se in un commento al post di Elisabetta Tosi si faceva notare che le bottiglie erano già in commercio da tempo). In tutta questa storia mi ha incuriosito anche un altro aspetto. Fino a pochi anni fa il rosato non lo voleva nessuno… ora si è fatta così tanta comunicazione a favore di questa tipologia che si mettono pure a contraffarlo pur di venir fuori con una nuova etichetta. Curioso, no?

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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