Amsterdam, il self-service del vino

Visto che ormai bisogna tagliare i costi da tutte le parti, ad Amsterdam si sono inventati una nuova formula che verrà lanciata a breve. Si tratta di un nuovo tipo di locale nel quale i clienti avranno il piacere di servirsi da soli, da un minibar, come se fossero nella loro camera di albergo. Come si chiama l’ameno luogo? Ma Minibar, natuurlijk.

Ciascun cliente, lasciando un documento come cauzione, riceverà un secchiello col ghiaccio e una chiave che aprirà uno dei tanti minibar presenti nel locale molto fashion disegnato da Concrete. A quel punto starà a lui soltanto, e ai suoi amici, decidere cosa bere e quando servirsi. Senza aspettare che arrivi il personale di sala. Così i titolari potranno risparmiare sul personale. E il sommellier? Verrà piazzato dietro ai minibar, a rifornirli nuovamente. Senza essere visto, per carità!

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

2 comments

Ciao Slawka, sulla stessa scia, anche se diversa, questa esperienza: il self-service wine bar. Ho segnalato la notizia tempo fa qui. Viene dall’America e la tecnologia e italiana, Enomatic. Anche se a me sembrano tutti casi eccezionali, nel senso che non diventeranno mai nè una moda nè la massa.

Ciao Fabio, grazie per aver segnalato il tuo post. Quelli di Enomatic li conoscevo per alcuni sistemi con card ricaricabile e vino sotto azoto che avevano fatto anche in Italia. Riguardo alle potenzialità che queste iniziative si diffondano mi trovi d’accordo. Sempre di nicchia si parlerà. Almeno finché non dovremo trovare il vino da abbinare a una pillola al sapore di brasato 😉

Lascia un commento

*