8th
MAR

Yellow Tail vs Little Roo, cerca la differenza in etichetta

Posted by Slawka G. Scarso under Mondovisione, etichette del vino

Provate a confrontare le etichette di Yellow Tail e Little Roo, coinvolte nella disputa rispettivamente tra l’australiana Casella Wines e l’americana The Wine Group, e vi sembrerà di giocare a uno di quei quiz da settimana enigmistica che si fanno sotto l’ombrellone d’estate, individua le 5 o 7 o 10 differenze. Una disputa tutta combattuta nel Nuovo Mondo del vino che devo dire mi fa sorridere perché se non altro, nel far west che è diventata la comunicazione di questo settore, una volta tanto non siamo coinvolti noi con finte mozzarelle e compagnia bella. La disputa ha dell’inverosimile. Quelli di Yellow Tail sostengono che l’etichetta del Little Roo richiama spiccatamente la loro, lanciata ormai una decina di anni fa; i secondi, invece, si appellano all’aver utilizzato un’altra specie di marsupiale. Non un canguro, dunque, ma un wallaby, specie di dimensioni più piccole che però pochi, persino in Australia, sembrerebbero in grado di distinguere. Per non parlare del fatto che i disegni degli animali sono stilizzati, per ovvi motivi, e allora le distinzioni si attenuano ancora di più. Il fatto è che tutti gli altri elementi grafici sono diversi (font, grandezza del brand, ecc.) Ma nessuno sembrerebbe notarlo, da una e dall’altra parte, almeno a quanto si scrive in giro: sono tutti impuntati sulla differenza tra canguro e wallaby, citando in causa il consumatore, povero ignorante confuso davanti allo scaffale non solo perché l’offerta è varia, ma perché di zoologia australe capisce ben poco.

Nell’articolo del Wall Street Journal fanno riferimento anche a un sito dedicato alle etichette che vedono gli animali protagonisti, Critterwines.com. Sito abbastanza carino che ha il pregio di far vedere come si possa rappresentare lo stesso animale in etichetta (e non mi sembra che tutti si siano messi a litigare per un cane o un gatto, ben più comuni) senza creare la confusione che si è creata in questo caso. Vabbè, però non si chiamavano Yellow Tail. Date un’occhiata a quelle con i cani, per dire: alcune sono di dubbio gusto ma altre, pur molto differenti tra di loro, sono particolarmente attraenti. E per chi volesse approfondire ulteriormente il discorso degli animali in etichetta, c’è anche un mio articolo apparso qualche anno fa su Tigulliovino.

10th
JUN

Un nuovo look per Mosaïque di Jacquart

Posted by Slawka G. Scarso under Mondovisione, Packaging del vino

FLASH: L’azienda francese Champagne Jacquart rinnova la veste con cui si presenta sul mercato italiano con la linea Mosaïque- come annunciano gli importatori Rinaldi. Etichette con successione cromatica rinnovata e nuovi astucci abbinati. … Giallo paglierino per il Brut Tradition; grigio perla per l’Extra Brut; blu per il Brut Mosaïque s.a.; verde pastello per il Blanc de Blancs Millésimé; rosa per il Brut Mosaïque Rosé.

La linea Mosaïque prende il nome dalla facciata del palazzo di fine Ottocento dove ha sede l’azienda, una facciaa ricoperta di mosaici, appunto. Speriamo che rinnovino presto anche il sito che purtroppo non ha attive né la sezione news, né quella “around the world” – maggiori info le trovate dunque sul sito di Rinaldi, linkato sopra.

13th
MAY

Matsu, le etichette con la faccia intorno

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Mondovisione, Packaging del vino

La filosofia giapponese approda in Castilla y León con i vini Matsu. Il progetto è stato ideato dal riojano José Miguel Arambarri che ha creato un’azienda dedicata alla viticultura biodinamica e sostenibile cui ha dato appunto il nome Matsu, concetto che in Giappone sta a rappresentare l’attenzione per la natura e la sua purezza e semplicità, in totale assenza di artifici. Il tutto per valorizzare la tradizione vitivinicola della Castilla.

Di per sè niente di nuovo – ormai le aziende biodinamiche spuntano ovunque come funghi – però le loro etichette restano sicuramente memorabili. La linea di vini è infatti sviluppata in tre tipologie: El Pícaro, El Recio e El Viejo, e ciascuna riporta in etichetta il ritratto di un uomo a rappresentare tre generazioni di viticoltori ma soprattutto la personalità del vino contenuto nella bottiglia. Le foto sono di Bèla Adler and Salvador Fresneda, la creatività è di Moruba.

Via Electavinos e Packaging World

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