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21st
FEB

Biondi Santi si dimette?

Posted by Slawka G. Scarso under Vino dei blogger

Qualche giorno fa era uscita su Winenews la notizia di gossip secondo i quali Jacopo Biondi Santi avrebbe rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato della Biondi Santi Spa (37 referenze e giro d’affari di 8 milioni di euro nel 2004). Leggo ora su Decanter.com che Jacopo Biondi Santi si sarebbe dimesso secondo loro fonti, a causa di disaccordi sulla gestione dell’azienda con il suocero Pierluigi Tagliabue, azionista responsabile dei finanziamenti di gran parte della Biondi Santi Spa.
Il motivo? L’immagine aziendale – secondo Decanter infatti Tagliabue avrebbe espresso l’intenzione di commercializzare del vino che Jacopo Biondi Santi non ritiene all’altezza del nome dell’azienda.
Leggi la notizia integrale su Decanter.com.

17th
FEB

Conquistare i buyer su una monorotaia

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

E’ quanto fa l’azienda D’Ambra, sull’isola di Ischia. Il loro tour aziendale infatti, si snoda in due. Oltre a quello tradizionale, dell’azienda, è previsto anche l’itinerario del vigneto Frassitelli, con visita guidata al vigneto caratteristico per la sua particolare posizione panoramica a circa 500 m slm. La particolarità è che il secondo itineriario si fa in monorotaia! passando attraverso un percorso tra terrazzamenti e muri a secco. Aperitivo sul belvedere e degustazione dei vini di Casa D’Ambra accompagnati da piccole specialità della tradizione culinaria dell’isola.
Secondo l’azienda, anche questo ha aiutato nelle esportazioni verso l’estero, delle quali, ad ogni modo, ci sono documentazioni che risalgono già alla fine dell’Ottocento.
Da notare che l’itineriario non è un bonus esclusivo dei buyer, ma viene offerto anche a visitatori privati, in gruppi di massimo venti persone.

Leggi la notizia completa su Denaro.it
Nella foto una veduta di Ischia di Jonas da Coll

17th

Gli effetti sul vino del “boicottaggio” americano ai prodotti francesi…

Posted by Slawka G. Scarso under Mondovisione

Chi si ricorda quando lungo le strade negli Stati Uniti si buttavano litri di vino francese in segno di protesta nei confronti della posizione anti-belligerante della Francia nella guerra in Iraq? E le french fries venivano ribattezzate “Freedom Fries”?
Uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati oggi sul sito di Decanter, ha valutato gli effetti di quel boicottaggio non-ufficiale.
Secondo questo sutdio del National Bureau of Economic Research, questo boicottaggio ha determniato una perdita di 112 milioni di dollari per il vino francese. Questo è il risultato di una diminuzione delle vendite che ha raggiunto picchi del -26% sulle vendite settimanali, con un decremento complessivo del 13% nei sei mesi che hanno seguito l’invasione dell’Iraq.


Foto di Dragan Sasic.


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