Dei buoni propositi e di come mantenerli

È arrivata la fine dell’anno e come sempre tocca tirare le somme.

È stato un buon anno, per quanto mi riguarda. Tra gli highlight professionali, di sicuro l’uscita di Marketing del Gusto che sta già dando grandi soddisfazioni ma pure di Barocco Siciliano – il mio terzo mini giallo per Difusiòn – Casa delle Lingue. Questo mentre Marketing del Vino (il libro) continua a portare i suoi frutti: siamo andati in ristampa, è la prima volta per uno dei miei libri, e grazie a questo volume sono nate delle nuove collaborazioni, tra cui quelle con la Fondazione Edmund Mach a San Michele all’Adige e con la Scuola Sant’Anna di Pisa. Insomma, il 2015 mi ha portato molto. Incluso finire il mio romanzo (attualmente in cerca di editore), che è stata anche l’occasione per trovare un nuovo metodo per la scrittura creativa grazie al confronto con un grande professionista che ha saputo guidarmi. Una lezione che conto di usare anche per i prossimi lavori.

I miei buoni propositi per quest’anno sono tanti e preferisco tenerli su una lista mia ma in questo post vorrei condividere alcuni trucchi per mantenere i buoni propositi e realizzarli.

  1. Siate realistici – sono del parere che per fare tante cose bisogna partire con l’idea di voler fare tante cose, serve un po’ di ambizione, insomma, ma una dose di realismo serve sempre perché puntualmente si aggiunge qualcosa da fare che non avevate previsto – e magari si tratta di un bellissimo progetto a cui proprio non si può dire di no.
  2. Fissate degli obiettivi intermedi – gli obiettivi intermedi servono a verificare in corso d’opera se tutto procede al meglio. Vi permettono di capire se potete (o dovete) accelerare o se è meglio rallentare un poco. Insomma, sono il mezzo migliore per raggiungere i vostri obiettivi finali.
  3. Usate uno strumento di organizzazione del lavoro – c’è chi impazzisce per le scarpe, chi impazzisce per le app nella categoria “produttività” (e per i libri). Io faccio parte della seconda categoria. La mia applicazione preferita già da un po’ di tempo è Asana. È web-based e gratuita, vi permette di organizzare il lavoro vostro e quello dei vostri collaboratori. La potete usare dal desktop ma ci sono anche delle buone applicazioni mobile.
  4. Leggete, leggete, leggete. Leggere ci permette di staccare, di trovare ispirazione, di trovare nuovi modi per risolvere i nostri problemi. Non è un obiettivo ma un mezzo. Leggete di tutto: romanzi, racconti, manuali, biografie, saggi, ma leggete. Iscrivetevi a Goodreads o Anobii per tenere traccia di quello che avete letto. Ci sono pure le statistiche che vi permettono di vedere quanto avete letto di anno in anno.
  5. Camminate. Come per la lettura, camminare non deve essere un buon proposito, sia ben chiaro, ma è, a mio avviso, il migliore modo per raggiungere i vostri buoni propositi. Camminare fa bene alla salute, tanto quanto se non più della corsa. Vi permette di schiarire le idee, di staccare (soprattutto se avete l’accortezza di spegnere il cellulare), di riprendere l’energia giusta per affrontare il lavoro. Fatelo ogni giorno. Magari parcheggiate l’auto un po’ più lontano del solito – a Roma, poi, polveri sottili permettendo è pure un modo di muoversi più veloce dei mezzi pubblici.
  6. Apprezzate tutto quello che avete fatto. Arrivati alla fine dell’anno, se non avete seguito tutti i vostri buoni propositi, raggiunto tutti i vostri obiettivi, pensate comunque a quello che avete fatto. È probabile che nel corso dei mesi si sia aggiunto qualcosa di cui non avete tenuto conto inizialmente. Un nuovo lavoro, un progetto. Date la stessa importanza alla lista delle cose fatte che date alla lista delle cose da fare: vi renderete conto che avete fatto tantissimo, che siete stati bravi. Datevi una bella pacca sulla spalla. E ricominciate.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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