#grignolino1, ovvero di vino, di Twitter e di virtuale e di reale

Grignolino1 - Di cotte e di crudeSu internet, dietro a ogni avatar, c’è una persona. È un discorso che faccio da tempo e che per me è iniziato soprattutto con Anobii – social network dedicato ai libri. La prima volta che ne ho parlato dal vivo in un contesto vinoso credo fosse invece l’anno passato, accanto a me c’era anche Davide Cocco ed eravamo a Perugia, all’evento organizzato da quel mito di Jacopo Cossater insieme ai ragazzi di Media 140 in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo. Ne riparlo oggi dopo essere tornata da #grignolino1, super degustazione che rientra tra quelle nate e promosse su Twitter, perché l’aspetto umano è tra quelli che mi è rimasto più impresso: vedere una settantina di persone che si saluta, in molti casi per la prima volta dopo essersi confrontata online con decine e decine di tweet è stato rinfrescante. Quanto all’evento, è stato organizzato da Fabrizio Gallino (@Enofaber) nei minimi particolari e si è visto: nulla è stato lasciato al caso: vini, servizio, tempistiche, location bellissima. C’era un’aria di condivisione che è proprio quella che accomuna il vino ai social network, ed è per questo che degustazioni come queste funzionano.

Tirando le somme di questo evento visto dall’esterno ma con gli occhi di chi gli eventi li organizza pure, e quindi sa il lavoro che c’è dietro, direi che le chiavi del successo potrebbero essere queste: pianificazione e condivisione. Pianificazione perché l’evento è stato programmato con cura tenendo conto di ogni aspetto, come ho appena detto. Pianificato da Fabrizio con il supporto di Elena Bardelli e di Giuliano Abate e dei produttori di Grignolino coinvolti – le nuove generazioni del Grignolino che amano, e come dargli torto, questo “strano” vitigno. È stata l’ennesima conferma che a lavorare bene in squadra – e ci vuole sempre qualcuno che abbia le capacità e la determinazione per dirigerla, la squadra, al di là degli obiettivi comuni – si possono ottenere risultati eccezionali. Perché di degustazioni come questa ce ne sono state in passato, ma con questi numeri mai prima d’ora. C’era chi pensava che non si potesse e invece, con pianificazione e lavoro di squadra, appunto, si può.

E poi c’è l’aspetto della condivisione: condivisione dei preparativi, condivisione delle impressioni e delle emozioni che il Grignolino ha dato a tutti noi, condivisione anche del post #grignolino. Tornare a casa e twittare è stato come prolungare la durata dell’evento, le emozioni provate. Ma la condivisione non viene da un giorno all’altro, si costruisce giorno dopo giorno, passando dal virtuale al reale e poi ancora al virtuale e al reale. Queste degustazioni funzionano infatti perché c’è un rapporto dietro, perché dietro a ogni avatar, ogni nick, c’è una persona vera, con il suo background, i suoi interessi, la sua sensibilità, le sue passioni. Ed è quando si tiene conto di tutto questo che una degustazione come #grignolino1 riesce a restarti dentro.

E per chi se la fosse persa, ecco l’intervista a Jacopo Cossater apparsa su Ninjamarketing sulle degustazioni nate su Twitter. La foto invece è di Roberto (@Robji_M) che ringrazio.

I produttori presenti: Cascina Tavijn (Scurzolengo), F.lli Durando (Portacomaro), La Casaccia (Cella Monte), Cascina Brichetto (Fraz. Stazione Portacomaro), Az. Agricola Goggiano (Refrancore), Cantina Luigi Spertino (Mombercelli), Az. Agricola Francesco Boschis (Dogliani), La Berchialla (Barbaresco), Oreste Buzio (Vignale Monferrato)

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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