Strade del vino e internet – dal rapporto di Città del Vino

Stamattina  letta veloce al rapporto dell’Osservatorio sul Turismo del Vino di Città del vino presentato in questi giorni. E tanto per cambiare mi vengono i brividi a leggere certe cose, brividi di conferma perché a mio avviso quel rapporto dà solo dei numeri a sensazioni che chi si muove nel mondo del vino già aveva da tempo.

In Italia esistono sulla carta ben 154 strade del vino  (contro le 12 francesi), strade che appunto esistono solo sulla carta in alcuni casi e che talvolta non riescono neppure bene nell’impresa di mettere la segnaletica stradale o andare oltre quella. Io lo so bene che in questo la Strada dei Castelli Romani sarebbe in testa alle classifiche – e ci hanno fatto persino un caso di studio (in positivo!) sul manuale dedicato al marketing delle Strade del Vino per Agra Editrice – e scusate se questo mi fa dubitare sulla validità del testo…

Ma ecco un po’ di numeri:

  • Nord: 57 strade, 52 siti internet
  • Centro: 33 strade, 25 siti internet
  • Sud: 54 strade, 23 siti internet

Delle 154 strade “censite” ben 40 non sono risultate raggiungibili via internet (assenza di sito web e di infomail).
Alle restanti, quelli dell’Osservatorio sul Turismo del vino hanno inviato una mail richiedendo delle informazioni per organizzare un itinerario per il fine settimana  successivo – email privata, stile mistery client per non influenzare le reazioni di chi stava nel back-office delle Strade del Vino. E s’è visto! non si sono fatte proprio influenzare. Solo il 39,6% ha risposto entro il limite fissato di 72 ore (55% per il Nord, 39% per il Centro e del solo 13% per il Sud). E dire che le risorse economiche tra fondi e quote pagate dalle aziende le avrebbero…

Allora, che si fa? Partiamo tutti? Chi organizza?

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

9 comments

Non ti stressare per questo, è tutto il panorama vitivinicolo italiano che fa acqua da tutte le parti. E’ una cosa tutta italiana. Un paio di mesi fa ho chiesto delle informazioni per e-mail a quasi 4.000 cantine italiane, e solo il 2% circa ha risposto alla mia e-mail. Come puoi vedere al peggio non c’è mai limite.

Stressarmi, no, già ho una valanga di motivi inutili per farlo 😉 però secondo me le cose vanno dette, così come hai fatto bene tu a ricordare il test che hai fatto. Rimbocchiamoci le maniche e vediamo di aggiungere un po’ di buono a questo vino 😀

buongiorno,
faccio parte del consiglio di amm.ne della strada del vino valpolicella. Per mettere i cartelli, ha fatto tutto la provincia. Noi abbiamo dovuto accettare quello che loro decidevano e facevano. I cartelli delle aziende ( molto richiesti) devono essere autorizzati da provincia , anas, comuni, vigili urbani e chi più ne ha più ne metta…
Non esiste solo internet. (anche se anch’io , naturalmente , lo ritengo molto importante e/o fondamentale) . Vengono stampate guide, brochure, mappe, volantini. Si partecipa a fiere e manifestazioni varie. Noi ci diamo un gran daffare, con risorse molto limitate. Credo sia ingiusto sparare così nel mucchio..
Fabio: sarei curioso di sapere cosa ha chiesto e come si è presentato alle aziende… Molti a email generiche non rispondono volutamente.
Ciao

Carlo, non volevo certo sparare nel mucchio, fra l’altro dai dati che ho citato appare evidente che il problema in questione non riguarda il nord quindi posso facilmente presumere che la strada dei vini della Valpolicella rientri tra quelle 52 strade su 57 che al nord funzionano, almeno con riferimento a internet.
E sì, anch’io sono curiosa di sapere cosa ha chiesto Fabio.

Presto detto, avevo semplicemente chiesto di controllare i dati presenti sul mio portale, segnalarmi le correzioni, ed eventualmente completarli. Ovviamente gratuitamente. Per invogliarli a collaborare, ho messo anche in palio una campagna banner gratuita, ma niente!!! Addirittura la cantina che ha vinta la campagna banner deve ancora attivarla. Boh!!! Sono 8 anni che cerco di farli uscire dal guscio, ma loro continuano per la loro vecchia strada… lentamente.

no comment! lavoro nel settore del marketing e comunicazione per un Consorzio di produttori che concretamente si trova a dover fare i conti con i budget da investire nella promozione del territorio e dei vini.
Con una certa amarezza, invece, devo constatare che la costellazione di queste numerose strutture legate alla valorizzazione del territorio comporta una dispersione immane di risorse (anche pubbliche), spesso necessarie a garantire la sopravvivenza dell’organizzazione stessa, piuttosto che utilizzate per perseguire una reale mission.

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