Oneglass wine, la nuova soluzione monodose

oneglass passerina marche igpSarà che sono in pieno target ma questa idea del Oneglass wine mi è piaciuta troppo. Si tratta di una serie di quattro vini (tutti Igt con prevalenza rispettivamente di Vermentino, Sangiovese, Pinot Grigio e Cabernet  Sauvignon – edit: in seguito hanno lanciato anche vini marchigiani) distribuiti in confezioni monodose da 100 ml a forma di bottiglia. Packaging giovane per un target giovane visto che l’obiettivo è proprio quello di andare a colpire single e coppie (senza figli) o anche genitori single che rappresentano insieme all’incirca l’89% dei consumatori – non so se mi spiego. Un prodotto facilmente distribuibile nella Gdo dove, è stranoto ormai, si sta spostando la maggior parte degli acquisti di vino, con tanto di progettazione degli espositori. Il packaging, curato nei minimi particolari, mi ha convinto anche perché rispetto al brick è sicuramente più cool ma riesce comunque a mantenere bassi costi. E’ pratico e leggero e anche ecologico: l’imballaggio è riciclabile, composto al 74% di carta e si può appiattire dopo l’uso per ridurre l’ingombro. Non ultima la qualità dei prodotti: ho assaggiato ieri sera il Vermentino e aveva un bel fruttato e una grande piacevolezza di beva; magari non era lunghissimo ma se volessi un vino particolarmente complesso probabilmente aprirei una bottiglia intera. Però il fatto è proprio questo: il più delle volte accade che uno non abbia voglia di aprire un’intera bottiglia di vino per berla da solo – altrimenti non staremmo a farci ambasciatori del bere moderato, no? – ma al tempo stesso il desiderio di un bicchiere e basta è forte. E allora che fare? Oneglass! E così da parte mia va un bravo ai ragazzi di Oneglass che hanno individuato una bella nicchia di mercato.

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

9 comments

secondo me è una genialata. Da assoluta profana che però ama bere, mi rendo conto che talvolta stappare una buona bottiglia in due significa sprecarne almeno metà, perché non vuoi o non puoi berla tutta in una o due serate consecutive. Lo cercherò! Gran bella segnalazione 🙂

Ciao a tutti,
l’idea è senz’altro accattivante. La forma del packaging e la scelta di font moderni donano un tono “fighetto” al prodotto, però dubito che avrà successo tra gli amanti del vino. Non riesco ancora a coglierne la funzionalità se non come sostituto della boccettina di vino servita dalla hostess in volo.
Facendo una mini analisi mediatica, questo è un caso in cui il confezionamento (leggero, pratico, ripiegabile e originale) ha superato il contenuto, cioè il vino.

Alfie, dietro “amanti del vino” c’è un universo di consumatori differenti. Da quelli fighetti che non comprerebbero mai una bottiglia sotto i 20 euro a quelli fissati col rapporto qualità prezzo, a quelli che si credono esperti ma non lo sono 😉 e comunque il target sono single o coppie senza figli. Amanti del vino o meno.

Mi sembra scontato che con un prodotto del genere il packaging abbia un peso grandissimo rispetto al vino in confronto ad altri prodotti però per dire che il confezionamento ha superato il contenuto più che un’analisi mediatica serve assaggiare il contenuto 😛

Vorrei “intromettermi” tra Slawka e Alfie.
Ovviamente io conosco sia il contenitore che il contenuto e credo che, nel tempo, saranno proprio gli amanti del vino ad essere in grado di apprezzare la qualità del prodotto contenuto…chi non sa riconoscere la qualità del vino difficilmente apprezzerà le “funzioni” di Oneglass.
Su questa ultima affermazione, “funzioni”, vorrei esprimermi a favore di Alfie; senza dubbio il confezionamento supererà il contenuto, e non parlo solo di questa confezione, ma del mondo eno-gastronomico in generale; sono le evoluzioni delle nostre abitudini e delle dinamiche di consumo che portano ogni anno a sviluppare nuovi “veicoli” che danno la possibilità sia alla “qualità” di allargare i propri orizzonti, che al consumatore di poterne beneficiare. (naturalmente chi ha ancora il tempo di prepararsi il luccio in salsa, e ne è capace, e può permettersi di aprire una bottiglia di vino, buona, ha tutta la mia ammirazione)
Quindi sì, il contenitore supererà il contenuto per forza di cose, quello che tutti ci auguriamo è che il produttore non abbandoni la qualità!!!

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