Nuovi format di enoteche

Qualche settimana fa ho ricevuto la segnalazione da parte di un lettore di un post che aveva scritto su un format di enoteche lanciato in Olanda 3 anni fa da Grape District ispirandosi in modo quasi letterale a quanto fatto prima negli Stati Uniti da Best Cellars. Si tratta di un format che presenta diversi elementi interessanti:  abbiamo innanzitutto il vantaggio/limite di una selezione “ristretta” di etichette, circa 130. Una vera e propria razionalizzazione delle referenze che si traduce nel vero elemento distintivo del format e cioè il fatto che tutti i vini sono suddivisi per categorie facilmente comprensibili da chiunque, incluso il consumatore frastornato in mezzo all’offerta immensa di vini, quello che non sa mai cosa acquistare, cosa abbinare e così via. Un format perfetto per chi come me quando entra in un negozio di vestiti scappa appena si avvicina una commessa che offre il suo aiuto.

Alberto, che ha scritto questo post, è largamente a favore di questo formato che va incontro alle esigenze di chi non è esperto e non si considera tale (potremmo stare a parlare di ore di chi non lo è ma non lo riconosce!). Personalmente, credo che uno degli aspetti piacevoli delle enoteche sia quello del rapporto umano con il titolare del negozio – il consiglio, insomma – e della ricchezza di assortimento rispetto all’ipermercato più ricco. In questo senso non condivido totalmente l’opportunità di utilizzare un format del genere anche in Italia. A voler prendere due piccioni con una fava basterebbe mettere in evidenza, magari mese per mese, un po’ di etichette scelte dall’enotecaro e suddivise per le stesse categorie di cui sopra, ma ho idea che questo già si faccia. Piuttosto, forse sarebbe il caso che questo approccio venisse applicato proprio negli ipermercati e supermercati dove l’offerta è più ridotta e manca sempre il personale in grado di consigliarti. Ecco, lì sì che ci vorrebbe una cosa del genere, tanto più che quando uno fa la spesa al supermercato ha davvero poco tempo e non ha certo la voglia di mettersi lì a scegliere con calma il vino più adatto.

Questo articolo è disponibile anche in: Italian

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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