Enoturismo di lusso – il caso Villa Barbi

Villa Barbi, enoturismo di lusso Qualche settimana fa, dopo aver ricevuto notizia del lancio, ho contattato Marco Barbi di Decugnano dei Barbi, per avere maggiori notizie sulla loro offerta enoturistica di lusso. L’azienda, che si trova in Umbria, già da qualche anno offre un servizio di enoturismo classico ma al tempo stesso con alcune particolarità interessanti – incluso il fatto di aver realizzato la sala degustazione all’interno di un’antica chiesetta – immagino sconsacrata! L’offerta si suddivide in pacchetti base (visita e degustazione dei vini) fino a quelli più ricercati, con la possibilità di riservare per un gruppo limitato di persone la visita.

Proprio quest’anno, a questa offerta si è aggiunto l’enoturismo di lusso con l’obiettivo di puntare sempre più sull’esclusività del servizio. Chi prenota Villa Barbi, avrà a disposizione solo per sè 4 suite e una camera doppia nonché uno staff (chef, cameriere, governante, giardiniere) col compito di esaudire ogni desiderio del cliente. In altre parole, quella che in azienda definiscono una “dimora di charme“.
Quanto alla promozione, in questa fase di start-up ci si sta rivolgendo soprattutto alle agenzie turistiche che si occupano di affitto di ville nel segmento luxury, sempre con attenzione al web. Anche alcune riviste di arredamento hanno mostrato interesse per il progetto.

Leggi l’intervista completa…

  1. Da quanto tempo vi occupate di enoturismo e come si struttura la vostra offerta nei confronti dell’enoturista classico?
    Abbiamo da sempre creduto che il migliore biglietto da visita di un’azienda vinicola sia, dopo il vino, il ricordo che lascia a chi la visita. Come sta avvenendo nella ristorazione in cui sono sempre di più le cucine che vengono messe “in vetrina” pure nel nostro settore è fondamentale poter scoprire tutta la passione e l’amore che c’è dietro ad un bicchiere di vino.
    Decugnano dei Barbi, fin dalla sua nascita negli anni ’70, è sempre stata aperta a visitatori di passaggio. Solo negli ultimi anni ci siamo organizzati per ricevere gruppi di enoamatori ristrutturando un’antica chiesetta situata all’interno dell’azienda e trasformandola in tasting house. Le degustazioni che offriamo si rivolgono a un segmento alto di clientela e, affinché nulla venga lasciato al caso, desideriamo che il cliente prenoti in anticipo: vogliamo offrire un’esperienza particolare dove eleganza e raffinatezza siano al centro delle emozioni dell’enoturista. I pacchetti che offriamo sono personalizzabili e vanno dalla semplice visita dei vigneti, delle cantine e delle grotte seguita dalla degustazione dei vini, fino a cene esclusive in cui l’intera struttura viene riservata per un ristretto gruppo di enoamatori i quali possono degustare i nostri vini abbinati a piatti realizzati dal nostro chef.
    Nel 2008 abbiamo ampliato l’offerta grazie a Villa Barbi, un wine resort arredato con cura dei dettagli e dotato di ogni comfort, che viene affittato nella sua interezza per offrire al cliente un’esperienza di lusso e di relax.
  2. Come è nata l’idea di puntare anche alla nicchia dell’enoturismo di lusso? Esempi dall’estero? Richieste dei vostri clienti attuali? Altri motivi?
    L’Umbria è una regione bellissima in cui però il turismo, e in particolare l’agriturismo, è rivolto prevalentemente al segmento basso del mercato. La scelta di puntare con Villa Barbi all’enoturismo di lusso rispecchia la filosofia aziendale: fare qualcosa di bello e nel contempo qualcosa di innovativo. Quando l’azienda ha iniziato a produrre il vino venivamo considerati dei “matti” poiché puntavamo sulla qualità e vendevamo il vino a un multiplo del prezzo del vino della zona. In Italia, e in Umbria in particolare, mancano strutture rivolte a questo segmento di clientela e siamo convinti che chi apprezza la qualità sia disposto a spendere.
  3. Quali sono state le complessità incontrate nel creare questo nuovo spazio?
    Non ci sono stati grosse complessità nel creare la nuova zona a parte le tempistiche di cui gli adempimenti burocratici necessitano, ma erano state messe in preventivo. L’idea ci era chiara fin dall’inizio: realizzare una villa in cui gli ospiti si potessero sentire a casa. Da qui la scelta di identificare il nostro wine resort come “dimora di charme”.
  4. Come lo state promuovendo o avete intenzione di promuoverlo?
    Siamo in piena fase di start up. I canali che intendiamo utilizzare sono prevalentemente quelli legati al mondo turistico (in particolare le agenzie che si occupano di affitto di ville nel segmento luxury) con un occhio di riguardo per il canale Internet. Recentemente siamo stati inoltre contattati da riviste di arredamento che sono state incuriosite dal progetto e che presto ci verranno a trovare.
  5. Che posizionamento di prezzo avete e da cosa nasce la scelta di non mostrare il prezzo sul sito?
    Ci rivolgiamo al segmento high end e il particolare offriamo una formula che ci distingue da tutte le altre strutture. Villa Barbi è una dimora che nasce dal desiderio di unire la comodità e i servizi di un hotel con la riservatezza e l’esclusività che solamente una villa può garantire. Chi prenota la villa – un gruppo di amici o una famiglia – sarà l’unico ospite della struttura (composta da 4 suite e da una camera doppia). Questo consente al nostro staff (chef, cameriere, governante, giardiniere) di esaudire ogni desiderio del cliente.
    Le camere sono arredate con pregiati pezzi di antiquariato, la posateria è rigorosamente in argento e le coperte sono di cachemire. La differenza viene fatta da tanti particolari che vanno dal poter concordare volta per volta il menu con lo chef fino ad avere due condizionatori in ogni camera per garantire la massima silenziosità.
    I dettagli fanno la differenza ma non tutti li possono notare e apprezzare semplicemente visitando il sito, da qui la scelta di non pubblicare il prezzo.
  6. Che prospettive vedete per l’enoturismo di lusso in Italia? Esistono secondo voi delle zone o regioni che dovrebbero puntare più di altre a questa nichia?
    Ritengo che in genere il turismo, e l’enoturismo in particolare, abbiano grandi potenzialità in Italia. Basta vedere il successo dell’enoturismo negli Stati Uniti o in Australia. E’ vero che l’Italia ha un sistema ricettivo peculiare e una buona fetta del mercato viene assorbita dall’agriturismo tradizionale, ma sicuramente c’è spazio per crescere.
    Le regioni che dovrebbero puntare più di altre a questa nicchia sono indubbiamente quelle che sono in grado di offrire attrattive di tipo turistico: penso in primo luogo alla Toscana, molto conosciuta all’estero, e all’Umbria, regione che ha grandissime potenzialità. Colline e paesaggi indimenticabili, borghi medievali che sono delle verie e proprie perle e città d’arte quali Roma e Firenze facilmente raggiungibili in auto sono un valore aggiunto che può e deve essere adeguatamente valorizzato.

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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