Comunicare il vino su internet

Comunicare-il-vino-su-internetOrmai non c’è azienda che si possa davvero permettere di essere assente dalla rete, e le vetrine promozionali sui siti “contenitore”, o su quelli dei vari consorzi non bastano. Con il costo che ha un sito web, assolutamente competitivo se paragonato ad altri strumenti di comunicazione, non esserci diventa inammissibile.

Certo, esserci non basta neppure: serve un sito funzionante in ogni sua pagina, navigabile in modo intuitivo, e facilmente raggiungibile dai motori di ricerca. Quali sono gli elementi fondamentali di un sito internet nel mondo del vino?

Il sito deve essere innanzitutto facilmente navigabile. Bisogna arrivare in ogni pagina, idealmente con un click o due. Il sito deve ovviamente spiegare la produzione, la filosofia aziendale e magari presentare chi c’è dietro all’azienda, soprattutto se si tratta di una realtà familiare.

Questi sembreranno concetti scontati ma parlando di contenuti è fondamentale ricordare chi sono i possibili utenti del sito. Non si tratta infatti solo dei consumatori finali, ma anche dei propri agenti, dei titolari delle enoteche che distribuiscono i propri vini, dei giornalisti che magari stanno preparando un pezzo su quella zona.

Fornire a tutte queste figure le informazioni da loro richieste aiuterà l’azienda a vendere i propri vini. In questo senso può essere utile distinguere delle sezioni speciali non solo per la stampa, ma anche per la forza vendita, per le enoteche e i ristoranti. Tra gli esempi di eccellenza, in questo ambito, c’è Tasca d’Almerita, che gestisce la forza vendita proprio attraverso la rete.

Quanto alla grafica, i testi devono essere facilmente leggibili, scritti idealmente in un carattere scuro su un fondo chiaro. E le foto e i filmati? Quelli sicuramente servono, perché spiegano senza troppe parole il territorio, l’aria che si respira in vigna, l’atmosfera che si sente in azienda. Le foto vanno sempre ridotte per non appesantire il sito. Per lo stesso motivo, anche i filmati, andrebbero inseriti in una sezione apposita. Musiche di sottofondo e animazioni al contrario sono da evitare: distraggono soltanto e rendono lenta la navigazione.

Se questi sono gli elementi basilari di un sito internet che comunichi il vino, non si può comunque considerare il sito come una versione online della brochure aziendale. Così bisogna sfruttare l’interattività di internet, a partire dalla newsletter, che permette di creare un rapporto continuato (e poco dispendioso) con i propri clienti, ma passando anche ad altri strumenti più “evoluti”, che attirino il visitatore, lo facciano tornare sul sito, e in ultima analisi lo fidelizzino ai propri prodotti.

È il caso di grandi aziende come Santa Margherita, che da anni ha sul proprio sito una sezione dedicata ai giochi interattivi sul tema del vino, o di Donnafugata, con una tra le offerte più ricche di materiale scaricabile, incluse le tovagliette e i file mp3 per ricreare a casa le degustazioni in musica che l’azienda ha proposto e propone in ristoranti ed enoteche in giro per l’Italia e presso la propria sede. E poi ci sono ancora i blog, curati dagli stessi titolari, strumenti capaci di creare un rapporto diretto con il consumatore finale.
L’esempio più recente è quello del blog a tempo, creato da Berlucchi in occasione di Vinitaly 2007 – o dalla piccolissima realtà che trova proprio nel blog un modo per uscire finalmente allo scoperto ed emergere dalla massa.

Questo mio articolo è stato pubblicato anche sul sito Bios Management

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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