Villaggi Bravo di Alpitour – alla faccia del customer care

Sono tornata, e ora mi sfogo. La mia destinazione era il villaggio Bravo di Sharm el Sheikh. Ora, premetto che non mi considero una turista sprovveduta ma piuttosto una viaggiatrice di quelle che parte con lo zaino in spalla, e conoscendo a perfezione l’inglese, e sufficientemente bene altre 2 lingue, problemi in viaggio non ne ho mai avuti. Anzi, in passato ho fatto sia la group leader con l’EF che il capo gruppo con Viaggi e Avventure nel Mondo.

Quest’anno però volevo cambiare… volevo fare un viaggio organizzato, senza stare a programmare nulla: relax, magari qualche nuova conoscenza, posti nuovi. L’albergo era spettacolare, il volo aveva il classico ritardo dei charter, ma poco importa. La piscina… un incanto, e le gite, tutte davvero meritevoli. Il problema? Il personale italiano. Qualche esempio:

  • Il 9 luglio, nel teatro del villaggio, ci hanno fatto alzare tutti quanti in piedi per cantare l’inno nazionale italiano. Un po’ spaesata, e alle prime esperienze con la vita di villaggio, pensavo si trattasse di una consuetudine nazional popolare comune fra chi frequenta questi posti. Solo dopo mi sono resa conto che l’inno l’avevamo cantato non in onore della Patria, ma di dieci e più calciatori che avevano vinto il mondiale!
  • La resp. dell’assistenza per le escursioni il primo giorno si è rifiutata di spiegarmi le escursioni in programma perché tanto le avrebbe spiegate a tutti la stessa sera. Peccato che in quel modo avrei perso 2 giorni utili su 6. Per la serie, voglia di lavorare saltami addosso… [ovviamente ho poi aspettato che arrivasse il suo assistente e ho prenotato comunque: non avevo bisogno di spiegazioni ma di prenotare!]
  • Ho sempre pensato che uno dei compiti principali degli animatori fosse quello di essere sorridenti e socievoli. Beh, ce n’erano un paio che neppure ti salutavano, e uno in particolare, che se lo incrociavi in un corridoio vuoto, avvertiva lo sguardo!
  • A una delle escursioni, la guida è partita senza avvertire – e stavo nella hall (punto di incontro)… [ho alzato un po’ la voce e mi sono fatta rivenire a prendere]
  • Do la colpa alla tenera età di 20 anni per quell’assistente che se n’è uscita così infelicemente da dire che i turisti russi lì presenti che non parlavano nè italiano nè inglese, quando provavi a spiegarti “facevano la faccia da mongoloide“…
  • Poi tutta una serie di aneddoti che riguardano sempre la scarsa organizzazione e disponibilità nel dare informazioni per le escursioni, ma per finire, la vera chicca…
  • Non ho mai perso un bagaglio in vita mia, MAI. Ma ho rischiato di farlo in un viaggio organizzato con uno dei principali tour operator italiani. Al ritorno, abbiamo lasciato il bagaglio davanti alla camera. Il facchino l’avrebbe portato davanti all’entrata dell’albergo, dove si sarebbe fermato il pullman. Quando ci siamo riuniti per partire, il bagaglio era lì, insieme agli altri. Io ero sempre abb. vicina da poter sentire le indicazioni dell’assistenza su quello che dovevamo fare, ma non dicevano nulla. C’era solo da aspettare. Poi è arrivato il pullman, i bagagli stavano dietro il veicolo, pronti per essere caricati. Ci hanno fatto salire sul pullman, l’autista ha messo in moto, e la resp. delle guest relations per scrupolo ha chiesto: “Avete verificato che le vostre valigie siano state caricate, vero?”. Io guardo in basso, e la mia valigia sta ancora lì. Corro verso il mio bagaglio, insieme a pochi abbandonati lì e intanto quella spiega che l’aveva detto che dovevamo indicarlo ai facchini. Peccato che non era vero e ne ero sicura perché ero stata sempre lì vicino a lei. Gliel’ho fatto notare e lei mi ha risposto, con la sicurezza di chi risponde alla domanda “come ti chiami?” :

“Certo che l’ho detto. L’ho detto al tuo ragazzo!”
“Carissima responsabile delle Guest relations, io NON ho il ragazzo, e tanto meno ce l’ho qui a Sharm dove sono venuta da sola! Anzi, se mi dici dove l’hai visto, questo mio ragazzo, mi fai pure un piacere che è un po’ che cerco di capire dove cavolo sta!” 😉

Beh, dicono che i viaggi in cui qualcosa va storto sono sempre i più divertenti da raccontare… Alla fine è vero! Quindi grazie, Villaggi Bravo, per avermi fornito un mare di aneddoti divertenti! Quanto al futuro, non importa se tutti mi dicono che negli altri Villaggi Bravo si sta benissimo, che il problema era solo a Sharm. Ci credo, statene certi, ma dall’anno prossimo… torno alla vecchia formla fai da te, altro che tour operator: Lonely Planet, zaino in spalla e via!

      Questo articolo è disponibile anche in: Italian

    Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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