Bellini cocktail – Intervista a Lorenzo Canella

Bellini cocktail di Canella Spa[it]L’altro giorno ho letto su Vini dei cocktail già pronti in bottiglia Bellini, Rossini e Mimosa prodotti dalla Canella Spa. L’azienda offre un ottimo esempio di comunicazione, e sul sito sono disponibili le pubblicità per la carta stampata preparate per Spagna, US, Germania e così via. Per approfondire il discorso ho pensato di contattare direttamente l’azienda e poi preparare il pezzo. Hanno risposto prontamente (nella persona di Lorenzo Canella, che ringrazio), e in modo così dettagliato che ho pensato di copiare direttamente il tutto, e darvi il piacere di leggere questa intervista.

Quando e come è nata l’idea di lanciare sul mercato questi cocktail?

L’ idea di lanciare sul mercato il Bellini è nata già 20 anni fa, nel 1987. In quel periodo c’era negli U.S.A. la moda dei “wine-cooler”, bevande fatte con vino e succhi di frutta, e ci si chiedeva come creare una risposta italiana a questo fenomeno. La scelta è caduta sul Bellini, un cocktail già diffuso nella vicina Venezia anche se confezionato solo artigianalmente. I problemi tecnici da affrontare non furono pochi: si trattava di produrre in larga scala il noto cocktail utilizzando solo gli ingedienti della ricetta (vino spumante, succo e polpa di pesche bianche e qualche goccia di lampone) senza ricorrere alla facile scorciatoia di usare aromi, concentrati, estratti e quant’altro. Sfida difficile ma, alla fine, vinta. Ora il Bellini viene prodotto con lo spumante di nostra produzione e le pesche coltivate nel nostro frutteto a S. Donà di Piave, nell’entroterra veneziano, e riesce a mantenere a lungo la fragranza della frutta fresca grazie ad una tecnica molto complessa. Con lo stesso spirito sono poi stati realizzati il Mimosa (spumante e succo di arancia), e il Rossini (con polpa di fragole).

A quali mercati sono diretti i prodotti(ho visto che la comunicazione pubblicitaria nel sito era diretta a US, Spagna e Germania)?

Il Bellini è pensato sia per il mercato nazionale che per l’estero, infatti viene esportato in 23 Paesi. Più della metà delle vendite avvengono in Italia, seguono Germania, Giappone, Usa, Canada, Austria, Israele, ecc. I distributori di riferimento provvedono direttamente alla comunicazione nei loro mercati, mentre noi seguiamo la comunicazione nazionale. Ad esempio è di questi giorni il debutto del Bellini nelle comunicazione al cliente finale con uscite su Rai Uno che stanno dando ottimi risultati in termine di promozione e vendite.

Per che tipo di target sono stati pensati questi prodotti?

Il Bellini è pensato principalmente per il consumo in casa, la maggior parte delle vendite sono fatte da negozi specializzati e supermercati. Il target di riferimento è femminile, dai 25 ai 45 anni. Viene molto gradito da questo target anche per il basso contenuto alcolico (5°), e calorico ( 54 Kcal/100g.).

In che quantità sono prodotti questi cocktail?

Ogni anno imbottigliamo circa 3 milioni di bottiglie di cocktail. Il dato è in costante crescita.[/it]

[en]A couple of days ago I read a brief news in Vini regarding ready made, bottled cocktails Bellini, Rossini e Mimosa produced by Canella Spa. The company offers an excellent example of communication, with print advertising for their Spanish, US and so forth markets available on their website. In order to go into depth in this topic, I decided to contact the producers directly, and prepare an article. Lorenzo Canella answered so promptly, and in such a detailed way, that I thought I could present this as an interview.

When did you get the idea of launching these cocktails?

The idea of launching on the market Bellini came 20 years ago, in 1987. At that time in the US “wine-coolers” cocktails made of wine and fruit juice were in fashion, and we wondered how we could create an Italian alternative to this phenomenon. We therefore chose Bellini, a cocktail already commonly drank in the area around Venice even though it was only produced on a small “artisan” scale. We had to confront ourselves with many technical products: namely, we needed to produce on a large scale a cocktail while using only the traditional ingredients (sparkling wine, peach fruit juice and pulp and a couple of drops of raspberry juice) while avoiding the easy shortcut of chemical aromas, extracts, essences, etc. A difficult challenge but in the end we won all the same. Nowadays Bellini is produced with our own estate’s sparkling wine and the peaches cultivated in our orchard in S. Donà di Piave, nearby Venice, and it can maintain the fragrance of fresh fruit for a long time thanks to an extremely complex technique. With the same spirit we then created Mimosa (sparklling wine and orange juice) and Rossini (with strawberries’ pulp).

At which markets are your products aimed (I noticed that the print advertising published on your website is for the US, Spain and German markets) ?

Bellini was thought both for a national and international market, and it is indeed exported in 23 countries. Over half of the sales occur in Italy, followed by Germany, Japan, US, Canada, Austria, Israel, etc. Foreign distributors take care of communication in their own national markets, while we are in charge of the national communication. For instante, in these days we’re launching and end-consumer communication on Rai Uno (Italian state television) which is already giving excellent results in terms of promotion and sales.

For what kind of target were these products thought?

Bellini was thought mainly for home consumtion and most products are in fact sold in speciality stores and supermarkets. Our target is mainly female consumers, aged 25-45. It is particularly appreciated by this target also because it’s low on alcohol (5°), and calories ( 54 Kcal/100g.).

In which quantities are these cocktails produced?

Every year we produce around 3 millions of cocktails. This value is in constant growth. [/en]

Questo articolo è disponibile anche in: Italian

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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