Come non promuovere il vino all’estero – se vuoi che i consumatori italiani ti continuino a stimare

Mi riallaccio a un post di Imbottigliato all’Origine per segnalare un modo tutto sbagliato di promuovere il vino italiano all’estero. Peraltro opera di un insospettabile come Frescobaldi, da cui mi sarei aspettata un minimo di buon gusto in più…

Il sito Danzante Italian Wines serve a promuovere i loro vini di esportazione, e al momento, in vera ottica di interattività online hanno lanciato un test con un aitante italiano (con uno degli accenti italiani più forti che abbia mai sentito) in versione cartone animato che mette alla prova le tue conoscenze della cultura italiana (stereotipata).

Una specie di estratto secco dei luoghi comuni. Ci sono domande, in questo test, del tipo “Quale argomento dovresti possibilmente evitare con un italiano”, con la risposta “d – la puntualità”. Il mitico saluto con “Ciao bella, o ciao bello!” – eh già, lo diciamo davvero SEMPRE in Italia, e un gesticolare nel quale non mi sono mai riconosciuta (vedi foto segnaletica del tipo).

Onestamente, ci mancava che nella versione per il consumatore uomo ci mettevano il cartone animato di una donna coi baffi e avevano completato il giochino.

Al prossimo che si lamenta che l’ICE non fa nulla per promuovere il vino italiano all’estero, consiglierò di fare questo test.

Questo articolo è disponibile anche in: Italian

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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