La lotta grande distribuzione-produttori rischia di finire in tribunale

E’ da quando ho mosso i primi passi nel mondo del marketing – che sento, in ogni settore la stessa storia. Si investono soldi per costruire l’immagine del marchio e poi arriva la Gdo che sfrutta lo stesso marchio come “civetta” per il volantino. Piazza su quest’ultimo una bella foto del prodotto in questione, magari più grande di quella degli altri prodotti, e soprattutto con uno sconto clamoroso e questo giochino va a svilire tutti gli sforzi fatti per costruire il marchio e mantenere un premium price elevato.

Questo braccio di ferro di solito si fa a livello puramente commerciale – ok, ti passo questo ma in cambio mi aumenti lo spazio a scaffale del brand minore – o almeno era così fino a ora. Bollinger sta infatti minacciando di citare in tribunale per danni alcuni supermercati francesi che secondo l’azienda, a forza di promozioni di prezzo stanno rovinando l’immagine del marchio aziendale (prezzo della bottiglia di 27 euro contro i 70 non promozionati). Arriverà davvero in tribunale la questione, e riuscirà a vincere?

Se riuscisse, sarebbe un precedente non da poco, e chissà che non ne scaturirebbe un effetto domino in tutti gli altri settori…

Foto di Zapa Csitul

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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