Un’analisi della globalizzazione nel mercato mondiale del vino

Ultimamente, dopo che uno studente mi aveva chiesto qualche informazione sulla globalizzazione nel mondo del vino per la sua tesi, ho cercato di documentarmi maggiormente. Ho trovato un paper pubblicato dall’Università di Adelaide che pur essendo relativamente datato (novembre 2001), risponde appieno alla questione – Globalization and the world’s wine markets: overview. Il testo presenta tra l’altro un modello economico che spiega gli effetti della globalizzazione, con un forecast fino al 2005. In questo momento non ho il tempo di farlo, ma sarebbe interessante fare un confronto tra le previsioni del modello e quello che è davvero accaduto.

Ad ogni modo, un lato particolarmente interessante di questo studio è il background che dà sulla globalizzazione nel mondo del vino. Un valido punto di partenza per chi cerca di studiare ora questa tematica.

Ecco i punti fondamentali che vengono evidenziati:

diminuzione dei costi di transazione

omogeneizzazione della produzione

trasferimento del know-how dai paesi sviluppati (dal punto di vista del vino) a quelli sottosviluppati (in questo senso ho apprezzato il fatto che gli autori hanno evidenziato come questo processo sia già avvenuto 6mila anni fa, quando la vite arrivò in Europa!)

concentrazione del mercato (da notare che il mercato del vino è il meno concentrato in tutto il settore delle bevande, alcoliche e non – negli anni Novanta la quota di mercato detenuta delle società principali a livello mondiale era infatti il 6% contro il 35% della birra, il 42% dei superalcolici e il 78% delle bevande analcoliche – anche se sicuramente la concentrazione è aumentata negli ultimi anni è presumibile ipotizzare che non ci siamo ancora allontanati molto da quell’ordine di grandezza)

creazione di multinazionali e alleanze tra aziende di paesi stranieri

trasferimento internazionale della tecnologia (ad esempio attraverso i consulenti che operano al di fuori del proprio paese).

A quelli che si divertono con i modelli economici e non si sentono mancare le forze sentendo parlare di correlazione, regressione lineare e curva Gaussiana consiglio di leggere anche il resto…

Foto di Sherrie Smith

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (terza edizione 2021, Edizioni LSWR), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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