Imparare qualcosa sugli italiani, dai neozelandesi

MarketNewZealand.com è il sito web di un’organizzazione che si occupa di trovare un legame commerciale tra i buyer internazionali e i principali esportatori neozelandesi. Si tratta di un progetto diretto dal dipartimento del commercio e dell’impresa (New Zealand Trade and Enterprise).

Il sito è ricco di risorse utili per le aziende neozelandesi che decidono di lavorare all’estero; è facilmente navigabile e contiene informazioni aggiornate sui mercati esteri (ad esempio hanno aggiornato le informazioni con il nuovo governo). Anche se l’Italia non è certamente uno dei principali mercati di sbocco dei vini neozelandesi (in testa ci sono UK, US e Australia), e se per questo non è neppure tra i primi 10 , mi sono fatta comunque incuriosire dalla loro guida di Roma. Per tutte le città più grandi del mondo, viene fornita una guida sintetica che include informazioni su mezzi di trasporto, cosa fare in caso di emergenza, soldi, chiese (ma quanto sono religiosi dall’altra parte del mondo?), cinema con film in lingua originale, e l’immancabile mini guida sui comportamenti da tenere quando si fa affari con un italiano. Sono sempre stata affascinata da questo genere di cose, perché cose che sembrano scontate per noi possono mettere in gioco un serio affare. Chi penserebbe mai che è necessario specificare che in un incontro d’affari è abitudine salutare stringendo la mano all’inizio e alla fine dell’incontro? Certo ci sono un po’ di stereotipi – ad esempio si dice “l’italiano è la lingua nazionale [ma dai!!!] ma al nord si parla anche inglese e francese”… Aoh!! Ma che state a di’???!??!?!? Oppure che di solito si usa la forma “Sig. Rossi Tiziano”, e si specifica che prima si dice il cognome e poi il nome… ‘namo bene… E poi c’è la perenne raccomandazione: “ricordatevi che quando gli itailani si trovano di fronte a una regola che reputano “ingiusta”, la loro soluzione è quella di aggirarla”

Beh, non so se questa guida serve a permettere ai neozelandesi di fare affari con gli italiani, ma di certo dopo averla letta, non avrei una gran voglia, da italiana, di fare affari con i neozelandesi!
E d’altro canto mi chiedo, se l’ICE e le camere di commercio danno simili guide ai nostri produttori quando vanno in tour all’estero a incontrare i buyer locali, saranno pure quelle piene di luoghi comuni che possono solo andare a ledere i rapporti d’affari?

Foto di Andrew Conn.

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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