25th
FEB

Nuove etichette per la Cantina Laimburg

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino

A prima vista ricordano un po’ i quadri di Mark Rothko, le nuove etichette della Cantina Laimburg. E invece sono firmate da un artista altoatesino, Robert Bosisio, il cui sito vi invito a vedere. Come spesso accade quando si parla di comunicazione e di Alto Adige, le aziende vitivinicole vanno a valorizzare il lavoro di artisti locali – la cui fama, come in questo caso, esce però dai confini altoatesini, sia ben chiaro. Il restyling dei vini delle linee Vini del Podere e Selezione del Maniero punta a rafforzare l’immagine di qualità dietro a questi vini con un abbinamento di arte e vino in cui l’artista mira a rappresentare sulle etichette il colore del sole che fa maturare l’uva. L’emblema della rocca della Cantina Laimburg è invece riportato in oro su una fascetta nera staccata dalla riproduzione dell’opera di Bosisio.

“Sulla capsula di ogni bottiglia è riportato invece il Tatzelwurm, il Drago alato, una creatura leggendaria dell’arco alpino che rappresenta il marchio di qualità delle 8 aziende che fanno parte della Tirolensis Ars Vini di cui la Cantina è uno dei soci fondatori.”

Lo confesso, non amo tutta l’arte informale, ma devo dire che in questo contesto, con i due elementi grafici appena menzionati, la scelta di un’opera astratta ma pulita come quella di Bosisio mi è sembrata particolarmente azzeccata: pulizia e colore che fanno risaltare il logo aziendale, innanzitutto, e il simbolo dell’associazione poi.

14th
DEC

L’immagine corporate di Erste & Neue

Posted by Slawka G. Scarso under Packaging del vino, etichette del vino

E torno a parlare di Alto Adige. Sarà che anche a Roma è arrivato un freddo da mercatini di Natale. Dopo il nuovo logo della Doc Alto Adige e la capsula segnalo dunque il recente cambio di immagine di Erste & Neue. Un nuovo logo, più chiaro, semplice e moderno (vedi foto) è andato a sostituire quello vecchio (N&E) più criptico. Il logo è stato ideato dall’artista Manfred Mayr e l’agenzia Granit avendo bene in mente gli obiettivi di credibilità e legame col territorio. L’aspetto più interessante  riguarda il modo in cui il logo è stato sviluppato su tutto il packaging, dalle scatole alle etichette. Il “+” che lega quel Prima e Nuova diventa un elemento ricorrente: lo troviamo sulle etichette di tutte le linee di prodotto, dalla Classica, alla Cru, alla Puntay, così come lo troviamo sul sito e cliccandoci ci riporta alla homepage e simbolicamente alle origini di una cantina nata proprio da un’unione di cui il “+” è il simbolo ideale.

Inoltre, il blu dei cartoni e delle etichette della Schiava, riprende il colore del “Bauernschuerze“, il tipico  grembiule di Caldaro. Ecco dunque lo stretto legame con i valori cultura

li e tradizionali dell’Alto Adige. Grembiule con strisce bianche sottilissime perché, come ho scoperto quando sono stata a Caldaro di recente, ogni località ha il suo grembiule tipico, un po’ come il motivo del tartan scozzese. Comprensibilmente i colori cambiano nel caso degli altri vini. Per i vini rossi strutturati è stato scelto un marrone intenso, per rappresentare corposità e consistenza; per i vini bianchi un giallo fresco che richiami i profumi di questi vini, mentre il rosso chiaro avvolge il Lagrein Rosè, ma resta sempre quel “+” di lato, a unire tante sfaccettature di una sola filosofia aziendale.

24th
NOV

Il nuovo marchio Sudtirol per fare sistema in Alto Adige

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Packaging del vino

“Bisogna fare sistema”, è questo l’atto di fede, ancora più che il buon proposito, dei tre quarti delle tavole rotonde che si svolgono da un capo all’altro dello stivale, indipendentemente dal settore. Una frase sulla bocca di tutti ma poi, vai a guardare nel concreto, dopo le strette di mano ognuno torna a coltivare il suo orticello – o la sua vigna. Di eccezioni ce ne sono, ma sono così poche che quando arrivano fanno notizia. E così eccomi qui a citarne una con grande entusiasmo, menzionato anche da Jacopo qualche giorno fa. Si tratta del nuovo marchio che si è dato il Consorzio Vini Alto Adige e che ora richiama il marchio già conosciuto dell’Alto Adige abbandonando il vecchio logo con i tre bicchieri. Dalla vendemmia 2010 inclusa, infatti, il Consorzio ha deciso di darsi un’immagine comune che gli garantisca maggiore visibilità sul mercato. Perché si sa, a muoversi in tanti si viene notati di più. Il marchio Sudtirol (non Alto Adige, nota bene) sarà comune a tutti i vini che rientrano nella DOC e rispondono a determinati criteri: appartenenza del produttore al consorzio, formato (l 0.750, 1.5, 0.375), e prezzo non inferiore a 3.90 + iva. L’obiettivo è quello di creare sinergie tra vendita e marketing e ancora vino e luogo di origine, riorganizzando allo stesso tempo il budget e le strategie di marketing in un’ottica di medio-lungo termine. Tutte le bottiglie in questione saranno riconoscibili grazie alle capsule (in tre colori, verde, nera, bordeaux) che avranno il logo sulla loro testa mentre le parti laterali saranno personalizzabili dalla singola azienda ma seguendo alcuni criteri grafici di grandezza e colore del carattere.
Insomma, i vini dell’Alto Adige, d’ora in poi, si affacceranno sul mercato con la stessa immagine, uno di fianco all’altro, con un marchio che ha acquisito nel tempo lo status di marchio di garanzia di qualità: guadagnato sul campo, non grazie a qualche certificazione.

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