Turismo enogastronomico: il Winecenter di Caldaro

Giusto due giorni fa ero su in Alto Adige, come tanti lettori di queste pagine, presumo. Ahimé non c’è stato tempo per andare anche al Merano Wine Festival ma nelle 25 ore di permanenza a Caldaro ho avuto modo di visitare tre belle cantine (Cantina Caldaro, Erste & Neue e Manincor) così nei prossimi giorni leggerete qualche post che prende spunto da questo viaggio. E cominciamo in ordine cronologico con il Winecenter di Caldaro, un centro interessante da più punti di vista.  Aperto nel 2006 e costruito in 5 mesi secondo un progetto di architettura ecosostenibile costato in tutto 3 milioni di euro, rappresenta oggi con la vendita diretta il 20% delle vendite a volume. Non so se mi spiego!

Come ci riescono? Innanzitutto grazie alla location vantaggiosa. Il Winecenter si affaccia proprio sulla Strada del Vino, posizione particolarmente fortunata visto che qui passano in media 12.000 auto al giorno. Questa condizione da sola non è però sufficiente e viene infatti rafforzata da un servizio completo sotto molti punti di vista, a cominciare dall’apertura. Il Winecenter è aperto tutto l’anno (salvo Vigilia, Natale,  San Silvestro e primo dell’anno),  dal lunedì alla domenica, in una località dove solitamente la domenica e il sabato pomeriggio è tutto chiuso o quasi. Anche l’orario continuato, dalle 9 alle 19, è comodo per il turista così come gli abitanti del luogo, e i turisti enogastronomici sanno bene che queste non sono condizioni scontate o facili da trovare, anzi. Ovviamente comportano anche dei costi elevati per quanto riguarda il personale ma i risultati raggiunti dimostrano che i ritorni sull’investimento in risorse umane ci sono.

Inoltre, per togliere lo stress dell’acquisto obbligatorio una volta che si varca la soglia del negozio, hanno creato (vedi foto) un vasto spazio di esposizione museale, più che commerciale, delle bottiglie. Tavoli alti sui quali sono riposte le singole bottiglie reclinate, accompagnate da una scheda tecnica in tre lingue e, comunque, con il prezzo ben visibile. E per chi volesse assaggiare prima i vini, c’è a disposizione un grosso bancone a ferro di cavallo dove 3-4 sommelier servono ogni tipologia disponibile. La degustazione è gratuita, perché come ci ha spiegato Armin Dissertori, presidente della Cantina, in base alle loro stime solo un 5% dei visitatori viene a bere e basta. Gli altri acquistano sempre il vino. E proprio perché sono aperti tutto l’anno si sono creati l’immagine di vero e proprio punto di riferimento offrendo ai clienti non solo i propri vini ma anche prodotti tipici locali e persino i vini di altre aziende altoatesine.
Ecco dunque gli elementi chiave che caratterizzano l’offerta, pensata con una concreta attenzione alle esigenze del consumatore, e che fanno di sicuro del Winecenter  uno degli esempi di eccellenza nel panorama dell’enoturismo dalle Alpi in giù.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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