A che cosa servono le brochure nel turismo del vino?

Prendo spunto dalla mia lezione di ieri, la prima qui a Vancouver, per un momento di riflessione che più che il vino riguarda il turismo del vino, e quindi un SERVIZIO.

Ogni servizio ha alcune problematiche peculiari che a livello di marketing vanno esaminate e lo differenziano dai prodotti. In particolare:

  • intangibilità – un pacchetto turistico in Toscana non si può “toccare”, una bottiglia di Brunello sì
  • deperibilità – non posso immagazzinare i posti letto non occupati in vista del periodo di punta
  • variabilità – il servizio dipende da persona a persona, sia come produttore, sia come consumatore che interagisce durante il servizio con chi offre quest’ultimo
  • inseparabilità – il servizio “vacanza enogastronomica” viene consumato nello stesso momento in cui viene prodotto – non è quindi facile fare test e prevedere gli errori.

In particolare, bisogna ricordare che brochure e siti internet si occupano innanzitutto di dare degli elementi tangibili all’intangibilità del servizio. E in particolare devono servire a RASSICURARE il cliente. Fotografie, descrizione delle stanze, chiarezza delle informazioni devono essere tutti presenti per tranquillizzare il cliente e convincerlo ad acquistare il pacchetto anche se di fatto prima non lo può né provare, né toccare.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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