Resoconto Polonia

Lentamente, rientro nel ritmo del blog. Chiedo perdono ai “fedelissimi” per la mia assenza via newsletter. Purtroppo la testa è altrove in questi mesi estivi, e la concentrazione rimasta la dedico unicamente al lavoro “vero”…

Ad ogni modo, essendo tornata dopo un mese passato in Polonia traggo qualche breve conclusione su questo mercato, per quello che ho potuto sperimentare sulla piazza (intesa come mercato!) di Cracovia. La Polonia si colloca facilmente tra i mercati emergenti del vino. Con questo intendo innanzitutto quell’aspetto del mercato emergente per cui il vino è cosa di pochi, e in particolare cosa di quei pochi che aspirano a far parte di una certa elite, sopratutto economica.

La birra è, e sarà ancora per molto tempo, la regina del mercato degli alcolici. Non c’è proprio spazio per il vino a poco prezzo considerando che una birra media, in un locale, te la fanno pagare circa 5-6 zloty (non più di 1,50 euro). Una bottiglia di Chiaramonte Ansonica di Firriato, invece, costava 42 zloty in una delle enoteche più belle di Cracovia – circa 10 euro. Il vino al bicchiere, nella stessa enoteca, partiva dagli 11 zloty, quindi almeno il doppio di una birra media.

Il vino è insomma materia puramente aspirazionale, e lo dimostra anche il fatto che l’unica rivista di vino in cui mi sono imbattuta, Wino (ricorda qualcuno??), costa 19,90 zloty, contro 1,50 zloty di un quotidiano. I prezzi tradotti in euro sono ragionevoli – non mi è sembrato di notare qualche abuso “giustificato” dalle spese di importazione – ma per un salario in zloty sono decisamente alti.
Tra i vini visti e rimasti impressi: in enoteca molti siciliani, qualche Amarone e in generale i vini veneti, e i toscani. In un ristorante “fighetto” e centralissimo, molto lounge, ho fatto caso che c’erano i vini Franz Haas, di nuovo qualche Brunello, ma non ricordo di aver visto molti Barolo (uno solo, forse?). Al supermercato, con un po’ di Lambrusco e Chianti e alcuni altri vini in bottiglia ma di basso posizionamento di prezzo, c’erano soprattutto vini ungheresi. E anche in un’altra enoteca ho trovato SOLO vini ungherese.

Nella foto il Rynek Glowny, la piazza del mercato di Cracovia.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

Lascia un commento

*