Un po’di futurismo: mobile search, Google e note sui vini

Lancio una provocazione.
Probabilmente è prematura, ma tanto il web è un’archivio di messaggi accumulati nel tempo che poi Google riesce a ripescare quando meno te lo aspetti. Quindi tanto vale lanciarla, poi un giorno si potrà leggere che il 20 gennaio 2006 ho scritto quanto segue.

Negli Stati Uniti, sono sempre di più gli esperti che parlano di Mobile Search e Google. Il tuo ristorante preferito è pieno e non avevi prenotato? Non sai dove andare a cena? Digiti ristorante e zona dove ti trovi o CAP sulla pagina di Google che ti appare sul palmare e Google ti offre una selezione dei ristoranti più vicini. Non solo, riesce a riadattare i siti – ma sinceramente non ho ancora capito come – in modo che siano ben visualizzabili sul palmare.

A parte il fatto che queste nuove funzioni di mobile internet stanno rivalutando i palmari, aggeggi tecnologici che non ho mai davvero saputo apprezzare. La domanda che mi pongo è questa. Non vale forse la pena per le guide di vini di organizzarsi per mettere online le degustazioni – se Parker ce la fa, un modo ci sarà, no? – in modo che siano indicizzate da Google?
Ogni tanto mi capita infatti di sentire di amici che risultano, a torto o a ragione, degli esperti di vino, e ricevono telefonate nel bel mezzo di una serata tranquilla, di qualcuno che disperatamente, da un ristorante, chiede un aiuto su quale vino acquistare scegliere da una carta di vini infinita. Per non parlare di quelli a cui piace il vino, e vorrebbero saper scegliere bene, ma proprio non ce la fanno a memorizzare tutte le pagine di tutte le guide… I consumatori insomma ci sarebbero, e a chi non dovesse trovare una redditività immediata di un simile investimento posso solo rilanciare dicendo che forse anche se non immediata deve essere accessoria, ma chi è imprenditore sa rischiare! Ce lo insengna lo stesso Google.

Foto di Gaston Thauvin

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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