Il premio “nome più originale” per una fiera del food and wine

In un periodo in cui la globalizzazione è all’ordine del giorno, e con essa una marea di termini stranieri pronunciati in modo vergognoso – incluso il tanto comune “vineyards” in inglese pronunciato con vanto da chi mastica, dice lui, l’inglese, come “vainiards” quando la pronuncia esatta sarebbe “viniards”, il premio per il nome più divertente e memorabile dovrebbe andare a una fiera del food che si tiene a Budapest: il Foodapest. Alla faccia di tutti quelli che non sanno pronunciare i nomi dei vitigni che entrano nella produzione del Tokaji, ecco in un piccolo gioco di parole, e di pronunce, il nome che secondo me dovrebbe vincere il premio come nome più originale nel panorama delle fiere enogastronomiche.

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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