Idee in ordine sparso (ma non troppo!), su marketing, comunicazione, pubbliche relazioni, vendita – spunti di riflessione dal mondo del vino e dell’agroalimentare in generale.
3rd
APR
L’impronta digitale del vino – di app e relazioni online
Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Food, Internet e vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino
Vino e social network, da qualche anno a questa parte a ogni Vinitaly se ne parla e si spera che si continuerà a parlarne anche in futuro – magari fornendo anche una connessione wifi libera? Ahahaha! E tra i vari incontri, tra una corsa e l’altra, sono riuscita a partecipare a quello dal titolo L’Impronta digitale del vino. Purtroppo la presentazione di Elena Bilisco che ha citato le tendenze di mercato (social network, crescita del mercato mobile, soprattutto in Italia, e dell’uso del mobile internet, ecc) l’ho trovata poco vicina al settore vino – anche i casi citati, come Esselunga, Alfa Romeo e Danone… Boh, a sentirne parlare così, se fosse stata la prima volta, avrei pensato che il social media marketing non si possa applicare al vino che ha aziende di dimensione media molto minore rispetto a questi colossi.
Più utile e concreta la presentazione di David Casalini che in pochi punti è riuscito a spiegare quali sono i loro requisiti fondamentali affinché le applicazioni per smartphone abbiano successo. Eccole qui:
- Identificare bene il problema: a cosa serve l’applicazione? La differenza la fa già il nome/titolo dell’applicazione stessa, che deve proprio renderne evidente l’utilità.
- L’applicazione deve funzionare, già nella versione beta. Quest’ultima non deve essere una versione con bug, ma un’anteprima, anche se magari non sono ancora tutte attive le funzioni. L’esperienza dell’utente deve funzionare.
- Semplicità: non bisogna chiedere a un’applicazione di fare troppe cose, meglio poche cose fatte bene puntando a usability, facilità di utilizzo.
- Aggiornamenti: l’app deve essere aggiornata
- Social: l’app deve essere social, gli utenti devono essere resi partecipi, devono sentirsi parte di una comunità.
Segnalo poi gli interventi di Italo Cocco di Misiedo (un sito che permette di prenotare online il tavolo al ristorante e speriamo che arrivi presto anche a Roma) e di Sergio Cocco [no parentela] che invece era tra i promotori dell’evento e ha lanciato in occasione del Vinitaly WineAmore, una nuova applicazione per tablet: un menu sfogliabile in più lingue che permette di presentare in modo più approfondito anche le piccole aziende, oltre ai soliti nomi blasonati, e di raccontarlo. Ottima sintesi, molto apprezzata. A entrare ancora più nello specifico del rapporto tra social network e aziende vinicole c’era Pamela Guerra che ha evidenziato la valenza emozionale che ha acquisito il vino – abbandonando la funzione di semplice alimento – e che per questo si presta a essere raccontato, condividendo emozioni e sensazioni, anche attraverso il social network, prendendo da esempio iniziative come Tweet Your Wines. Dopo tutto i “social media non sono tecnologie, sono ambienti,” (Boccia Artieri) e in questi ambienti si può creare una relazione tra consumatore e azienda (anche piccola, senza chiamarsi necessariamente Danone). Il bello è proprio questo.
27th
APR
media 140 food & wine – il resoconto
Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Internet e vino, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino
Ah, l’aria che si respirava a Perugia durante il Festival Internazionale del Giornalismo! Magari un po’ fredda, almeno il venerdì e sabato, ma elettrizzante a dir poco. Tante idee, tanti panel interessanti. E tra i tanti panel c’è stato anche quello sul vino e i nuovi media nato da un’idea di Jacopo Cossater che ha coinvolto i ragazzi di media 140. A Jacopo va una valanga di complimenti per essere stato dietro a una manifestazione di cui c’era a mio avviso da tempo bisogno: mettere insieme alcune figure del mondo del vino attive su blog e social media in una cornice importante come quella del Festival. Eravamo a Perugia ma non solo visto che come detto dallo stesso Jacopo arrivavano via twitter anche le domande da casa, manco fossimo in prima serata su un canale televisivo nazionale, anzi, in proporzione molto di più vista la potenza dei social network. E del resto eravamo lì proprio a parlare di aziende dell’enogastronomia, web e in particolare social network. Lezione da manuale, l’intervento di Giampaolo Paglia che tra le tante altre cose ha evidenziato come le relazioni via web dovrebbero venire naturali ai produttori del vino già abituati a dare il meglio di sé quando possono spiegare la propria attività, magari one-to-one. Emozionante l’intervento di Andrea Bezzecchi che ci ha parlato di come abbia preso in mano l’acetaia di famiglia senza davvero rendersi conto all’inizio di che parte importante avrebbe preso nella sua vita e di come internet abbia contribuito alla sua attività. Ispirante poi il caso di Samuel Sanders, importatore olandese che ha utilizzato Twitter per emergere in un paese di circa 16 milioni di abitanti e 1400 importatori. Ma c’erano anche Francesco Zonin a parlare di Myfeudo e non solo, Ryan e Gabriella Opaz di Catavino.net, Antonio Bonanno di Digital Natives e Michela Cimnaghi di Hagakure. E poi c’eravamo io, Fabio Ingrosso e Davide Cocco (nella foto). Si sono affrontate credo tutte le tematiche più importanti relative ai social network e alle aziende: ascolto, reputazione, capacità di intervenire nelle discussioni, rapporti con i critici del vino e con i blogger, responsabilità, contenuti, e tanto altro ancora. E per finire un complimento ai responsabili dell’ICE di Perugia che hanno dimostrato attenzione verso quanto accade ora sul web e lungimiranza.
7th
JUL
Vino, pubblicità invasiva, troll e tivvù
Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Internet e vino, Letture Utili, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino
La settimana scorsa ho fatto il mio esordio sulle pagine di Intravino e visto il taglio fresco di questo nuovo blog, e dovendo trovare qualcosa di diverso rispetto a quanto scrivo qui o su Tigulliovino, ho pensato di buttarmi più sul come non si comunica il vino, anziché il mio classico articolo how-to. Poi è capitato che casualmente, proprio nel giorno in cui mi chiedevo occhei, ma ora cosa scrivo? mi hanno girato un mailing di quelli che fanno ridere e al tempo stesso infastidiscono. E il risultato è stato La prova del marketing. Invasivo. Già, perché nel mailing in questione, l’ufficio stampa di Adua Villa stravolgendo le potenzialità dei social network proponeva alle aziende di fare pubblicità invasiva sulla fanpage di Adua – a prezzi peraltro bassi, l’ho detto dall’inizio. Io ho tentato di spiegare che fare pubblicità invasiva rovina l’immagine dell’azienda stessa, che ci sono ben altri modi di sfruttare i social network… ne è nato un dibattito un po’ piccato e parecchio trolleggiante in cui finalmente anch’io ho provato l’ebrezza di avere le mie parole (scritte!) rimodellate a piacere come pongo. Chiudo dunque citando un mio amico che un giorno disse: “editate gente, editate…”
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Ecco Il Vino in Italia, il mio secondo libro
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