26th
SEP

Enoturismo: come comunicare Vino e Territorio al tempo 2.0

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Eventi social e non, Internet e vino, Turismo enogastronomico

L’altra settimana, nell’ambito della 33a settimana enologica di Montefalco, si è tenuta tra le altre una tavola rotonda su un tema a me caro, quello del vino (e del territorio) al tempo del web 2.0. La location era quella del chiostro di Sant’Agostino dove si tenevano anche i seminari e le degustazioni, con un buon gruppo di presenti in platea che sono andati scemando giusto mentre tramontava il sole e calavano precipitosamente le temperature. Segnalo di seguito alcuni dei punti più interessanti, emersi durante la discussione con alcune mie considerazioni. Si è parlato ovviamente di ascolto, perché ormai si sa, parlare di web 2.0 senza ribadire che le aziende devono ascoltare le conversazioni che nascono online non avrebbe senso. Ma, in particolare, Alessio Carciofi, coordinatore di Umbria on the Blog ha anche aggiunto che non si può essere sui social network se non si ha il prodotto, “bisogna mantenere la promessa, far fede a quanto si è detto sui social network.” Il prodotto innanzitutto, dunque. Così non basta internet, e qui concordo perfettamente: bisogna innanzitutto che i vini siano di qualità, e, per quanto riguarda il turismo enogastronomico, bisogna che i servizi siano all’altezza delle aspettative. Servizi, aggiungerei, che includono la ricettività in senso stretto – agriturismi, ristoranti, enoteche, cantine e frantoi – ma anche infrastrutture come strade, mezzi di trasporto, musei e altre attrattive artistiche e, non ultima, la segnaletica.

Betsy Andrews di Saveur ha invece parlato del pubblico americano, avanzato più tecnologicamente che culturalmente (l’ha detto lei, ho la registrazione), anche in riferimento a cibo e vino. A detta sua, le storie legate alla cultura enogastronomica possono avere un grande appeal per il pubblico americano, storie che i produttori hanno il “dovere” di raccontare al pubblico americano. “È importante che i produttori di vino lavorino in stretta collaborazione con chi produce prodotti gastronomici, cercando di far vivere delle esperienze agli ospiti (giornalisti) che vengono a trovarvi, magari invitandoli per la vendemmia o la raccolta delle olive.” Così bisogna considerare il web da due punti di vista: quello visivo, e quello dell’immediatezza. Parlare attraverso le immagini diventa fondamentale, per creare un’esperienza, anticiparla.
Marco Sabellico ha invece raccontato la sua esperienza col Gambero Rosso e la trasformazione da pubblicazione cartacea a editore multimediale, sia con la televisione e i social network, sia con l’organizzazione di eventi anche in giro per il mondo e dei prodotti editoriali a essi associati. Secondo Sabellico in futuro i prodotti editoriali cartacei rimarranno, ma saranno un 20% del totale, pubblicazioni belle e curate, da collezionare, un po’ come i vecchi vinili.

Quello che è emerso in tutti i casi, è stata comunque la necessità per i produttori di raccontarsi ai propri consumatori offrendo contenuti interessanti. E quindi ben vengano anche le belle foto, per la loro immediatezza e per la capacità di raccontare in modo più coinvolgente, senza necessariamente puntare ai contenuti scritti. Foto magari che ritraggano non solo il vigneto come paesaggio, (o la cantina vuota) ma il vigneto con le persone che vi operano, raccontando il lavoro che si fa. E ben vengano il racconto del territorio e i suggerimenti concreti, soprattutto in riferimento all’abbinamento cibo vino. Vale per i consumatori stranieri, secondo Betsy Andrews, ma di sicuro vale anche per gli italiani.

21st
MAR

Corso gratuito di marketing del vino ed enoturismo nel Lazio

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Corsi sul marketing del vino, Turismo enogastronomico

Classroom - By Jared ChapmanSono aperte le iscrizioni per il corso di formazione gratuito in marketing del vino ed enoturismo che si terrà presso la Cantina Cincinnato di Cori (LT) a partire dal mese di maggio. Il corso è finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale del Lazio 2007-2013 e avrà la durata di 135 ore. Includerà insegnamenti riguardanti in particolare il marketing del vino, dalle scelte relative al prodotto fino alla comunicazione, l’enoturismo, la degustazione del vino, la commercializzazione del vino con attenzione anche all’export, la contrattualistica internazionale e le attività istituzionali internazionali, la sicurezza sul lavoro. Non mancheranno insegnamenti di informatica e di inglese commerciale/tecnico. A tenere i moduli sul marketing del vino e sull’enoturismo sarò io – in tutto circa 40 ore di docenza quindi ci sarà spazio per approfondire.
L’obiettivo è quello di fornire agli allievi tutti gli strumenti necessari per la promozione della propria attività vitivinicola e di ricezione enoturistica con attenzione anche all’utilizzo di internet e dei social network nella comunicazione aziendale e all’export. Le lezioni si terranno due volte a settimana e avranno la durata di 4 ore -orientativamente il martedì e giovedì dalle 16 alle 20.
Il corso è riservato a candidati in possesso dei seguenti requisiti: giovani agricoltori che abbiano conseguito la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), addetti al settore agricolo con richiesta di iscrizione all’elenco di IAP, imprenditori agricoli professionali beneficiari della misura 311 del PSR, Addetti al settore agricolo e forestale operanti in aziende agrituristiche, i componenti della famiglia degli addetti al settore agricolo e forestale, addetti al settore agricolo e forestale.
La domanda di ammissione al corso, redatta in carta semplice e con allegata la documentazione relativa al possesso dei requisiti richiesti, deve pervenire entro il termine improrogabile del giorno 30/03/2012 ore 17:00 presso la sede CIPA.AT LAZIO in Via Edoardo D’Onofrio, 57 00155 Roma tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o in alternativa consegnate a mano. In questo ultimo caso il soggetto attuatore rilascerà, agli interessati, ricevuta recante la data di consegna.

Per informazioni
CIPA.AT Lazio, Via Edoardo D’Onofrio 57, 00155 Roma tel: 06/89020639
fax. 06/4070750 email: info@cipaatlazio.it sito: www.cipaatlazio.it

La sede del corso
Cooperativa Agricola Cincinnato a r.l.
Via Cori – Cisterna km. 2
04010 Cori (LT)

31st
JAN

Enoturismo: l’identikit dell’enoturista nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Turismo enogastronomico

Copio e incollo, direttamente dalla Conferenza Internazionale sull’Enoturismo che si sta tenendo a Perugia in questi giorni.

(Perugia, 31 gennaio 2012). E’ italiano, di età tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un’offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l’anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E’ l’identikit dell’enoturista tracciato nell’indagine CST- Movimento Turismo Vino “Il volto dell’enoturista oggi”, condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza Internazionale dell’Enoturismo di Perugia. La ricerca sarà presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All’enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all’intermediazione di tour operator. Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c’è un’incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori è soprattutto il sito web dell’azienda, molto più efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la metà dei produttori dichiara che è il mezzo più utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Presenze e modalità di spesa. Il 61,3% dei visitatori è di sesso maschile. Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze (per lo più in coppia o in gruppi di amici) contro il 38% degli stranieri. Ma sono questi ultimi a spendere di più: secondo l’esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina (che può arrivare fino ai 100 euro a visita), il turista straniero è nel 65% dei casi molto più propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato. A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attività, per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro).
Periodi di visita e domanda. L’enoturismo alimenta flussi turistici piuttosto destagionalizzati. Sul fronte dell’affluenza poche le differenze tra primavera ed estate: a seconda dei periodi dell’anno cambia invece la tipologia dei visitatori. In termini assoluti, a sorpresa, il mese preferito dagli enoturisti è Maggio (per il 38% degli intervistati), seguito da Agosto (15%), Settembre (13,5%), Luglio (11,1%) e Giugno (7,9%). I residenti o chi abita nelle località limitrofe preferiscono i mesi primaverili e invernali; ad arrivare in cantina in autunno sono gli escursionisti giornalieri mentre la primavera è una stagione per tutti i gusti. A scegliere i mesi estivi invece soprattutto i turisti che pernottano nei dintorni e che alla vacanza abbinano la visita in cantina: rappresentano tra il 50% e il 75% delle presenze estive per il 47% dei produttori. Contrariamente ai luoghi comuni, la cantina non è solo una meta da week end (45%): le visite sono spalmate anche nei giorni feriali (55%). Si conferma inoltre il binomio vincente turismo-vino. La vacanza enoturistica è spesso abbinata alla visita giornaliera dei luoghi circostanti, a riprova che – oltre al turismo del vino come scelta esclusiva – esiste un importante segmento di pubblico che intercetta un’offerta integrata (cultura, eventi, sport) dei territori. “Questo tipo di offerta costituisce un asset strategico – ha detto la presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti – sul quale è indispensabile puntare per sfruttare appieno le potenzialità di crescita dell’enoturismo, che ad oggi sono solo al 20%. Occorre perciò che tutti gli attori, pubblici e non, accelerino il passo per valorizzare in maniera globale i territori italiani, abbinando patrimonio culturale, eventi di promozione, qualità della produzione enologica e turismo ambientale”.
Attività. Per il 90% dei produttori l’attività prediletta dalla stragrande maggioranza dei visitatori è la degustazione dei vini, alla quale si abbina spesso la visita guidata all’azienda e in cantina (81%). Anche la visita ai vigneti e l’assaggio di prodotti del territorio rappresentano un richiamo molto efficace per oltre la metà del campione; meno gettonate sembrano le cene a tema, (cui aderiscono pochissimi visitatori secondo il 43,7% degli intervistati) e altre attività come corsi e incontri con esperti. Grande riscontro di pubblico e ricadute molto positive sulle aziende porta l’evento Cantine Aperte (cui partecipa la totalità degli intervistati) che per l’86,9% degli intervistati è in grado di attrarre una percentuale “alta” e “molto alta” di visitatori. A seguire Calici di Stelle (29,7%) e San Martino in Cantina (17,15%).

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