Idee in ordine sparso (ma non troppo!), su marketing, comunicazione, pubbliche relazioni, vendita – spunti di riflessione dal mondo del vino e dell’agroalimentare in generale.
1st
DEC
Vino in aereo, se sei senatore si può
Posted by Slawka G. Scarso under Consumatore del vino, Fuori tema, Packaging del vino, Turismo enogastronomico
Mentre i poveri produttori si dannano a trovare tariffe decenti per spedire con corriere il vino all’estero e contano le vendite dirette mancate, oggi che i turisti del vino che arrivano in aereo più facilmente di prima, grazie ai low cost, non possono portarsi dietro qualche bottiglia di vino acquistata durante i viaggi, mentre gli albergatori cercano di trovare alternative alla bottiglia lasciata in regalo per gli ospiti che oggi rischierebbero di sentirsi presi in giro, visto che non possono portarla in cabina, c’è chi può. E ovviamente è un politico. Olè.
La notizia l’ho appena appresa dal Corriere – il senatore del PD Antonio Rusconi, mentre rientrava in Lombardia dopo una seduta a Palazzo Madama è arrivato in aeroporto con una bottiglia di spumante nel bagaglio a mano. Non l’ha nascosta, riporta il quotidiano, così come non ha nascosto il tesserino da senatore. Notizie riportate ma non stento a crederci visto che rientrando da Torino quest’estate un deputato mi voleva a tutti i costi passare avanti in fila con la scusa che aveva anche lui il suo bel tesserino da parlamentare – alla faccia dei posti già assegnati, per non parlare della galanteria.
Il senatore Rusconi pare abbia tirato in ballo il valore affettivo della bottiglia. Peccato che se ci mettessimo noi a spiegare il valore affettivo di ogni bottiglia che vogliamo portare in cabina a poco servirebbe. Perché il valore affettivo vale sempre meno di quello di un tesserino da parlamentare. Complimenti!
14th
NOV
Packaging ecologico: la bottiglia di vino… di carta
Posted by Slawka G. Scarso under Packaging del vino, Vino e ambiente
Di vino e ambiente ho già avuto modo di parlare più volte ma questa probabilmente è una delle innovazioni più coraggiose degli ultimi tempi: una bottiglia di vino fatta di carta pesta. La notizia, appresa via Corriere.it, riporta l’introduzione sugli scaffali britannici, a partire dall’inizio del 2012, di una nuova bottiglia ideata dalla società Greenbottle.
L’idea è nata quando Martin Myerscough, titolare dell’azienda, ha saputo che nel giro di 7 anni non ci sarà più spazio nel Regno Unito per le discariche e che le aziende che si occupano di riciclare hanno particolari difficoltà con le bottiglie di plastica. Anzi, ancora ricordo un documentario scandalo della BBC in cui, nel 2008, si rivelò che l’immondizia britannica da riciclare di fatto veniva spedita via nave in India e lasciata lì, metro sopra metro – bottiglioni di detersivo liquido inclusi – alla faccia della filosofia del chilometro 0. Queste nuove bottiglie, invece, che includono un involucro di plastica anch’esso riciclabile all’interno del quale verrà conservato il vino, sono biodegradabili, bastano poche settimane in un banale contenitore per compostaggio, e in più pesano solo una cinquantina di grammi contro il mezzo chilo della bottiglia di vetro. Un altro risparmio in termini di costi ambientali e non. Al momento è in corso un test nei supermercati ASDA con le bottiglie di latte costruite con lo stesso principio.
Ma che ne penseranno i consumatori? Si faranno conquistare dai valori ecosostenibili di questi contenitori o storceranno il naso, perché il vino non è vino se non è in bottiglia? Certo, di questi tempi, se il risparmio in termini di costi venisse trasferito al consumatore, con prezzi più bassi, quindi, la bottiglia di vino di carta pesta potrebbe avere sicuramente qualche chance, almeno tra i vini da consumare entro l’anno.
Vedi anche packagingnews.co.uk.
8th
NOV
Il vino bag in box e il buzzmarketing
Posted by Slawka G. Scarso under Mondovisione, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Packaging del vino
Non credo che nessuno possa contestare che ci sono parecchi preconcetti nei confronti del vino venduto nel formato bag in box, quello in scatola, con all’interno della scatola una borsa contenente il vino e un rubinetto per versare il vino. Solitamente, infatti, vini venduti in questo formato vengono associati a un prodotto più conveniente che buono. E tanti storcerebbero il naso alla sola idea di acquistarlo.
Eppure anche questo mercato si muove, e parecchio, così Constellation Brands ha previsto per il brand Black Box un formato da 3 litri (anziché i soliti 6) e un packaging più elegante. A farti vedere in giro con una scatola di quelle, sottobraccio, magari finisce che ti vergogni un po’ di meno. Sono più piccole, e il nero, si sa, sta bene su tutto…
Oltre a questo hanno sviluppato una strategia alternativa ai media tradizionali dove subirebbero il confronto con le bottiglie da 0,75 litri. Grazie al lavoro dell’agenzia BzzAgent hanno infatti creato un format di feste con degustazioni alla cieca in cui i membri di BzzAgent (che non sono pagati ma ricevono prodotti gratis o sconti), organizzano feste con gli amici e fanno degustare questi vini. Vedi kit nella foto. In realtà, le feste come viene evidenziato nell’articolo del New York Times hanno un’importanza relativa. Il ruolo predominante è dato, anche in questo caso, dai social network e dal passa parola tradizionale, quello vis-à-vis. E questo tenendo presente che i buzzer di BzzAgent non hanno nessun obbligo di parlare dei prodotti dei clienti, sono liberi di farlo se trovano il prodotto di loro gradimento. Una strategia interessante per una nicchia, quella del bag-in-box con premium price, che è cresciuta, secondo dati Nielsen, del 20% nel 2010 rispetto al 2009.
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