• Marketing del vino
  • Marketing del vino
  • Marketing del vino
  • Marketing del vino
  • Marketing del vino
  • Marketing del vino

27th
APR

US, recessione e vino: il mercato cresce in volumi ma non a valore

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Consumatore del vino, Mondovisione

Per la prima volta in 15 anni gli americani stanno acquistando vino più economico: insomma, nel 2008 il mercato del vino cresce ancora in volumi (anche se con un misero +0.9%) ma cala a valore dell’1,7% rispetto al 2007, pari a 30miliardi di dollari. Questo è il risultato di una ricerca effettuata da Gomberg-Fredrikson & Associates per conto del Wine Institute of California

Insomma, il clima di recessione ha spostato le preferenze dei consumatori non su altri prodotti, diversi dal vino, ma su vini più economici. L’ultima volta che il mercato è sceso a valore è stato proprio 15 anni fa, con l’ultima recessione. Secondo quelli della Gomberg-Frederikson e associati, inoltre, i consumatori anche se puntano a prodotti dal prezzo inferiore continuano a concendersi comunque, ogni tanto, una bottiglia di vino più costosa. Il vino sembrerebbe dunque essere concepito come un lusso accessibile. (Via Decanter)

E restando in tema, segnalo anche questo post di Vino24 in cui si parla di Recession Wines, la linea di vini pensata per l’economia in crisi e promossa da Poris Hilton, spassosa parodia di Paris.

21st
APR

Dopo il paradosso francese… il paradosso australiano

Posted by Slawka G. Scarso under Comunicare il vino, Mondovisione

Giusto oggi ho trovato un articolo di Jancis Robinson apparso all’inizio del mese sul Financial Times in cui fa una bella panoramica di una certa inversione di tendenza che ha colpito il vino australiano. Dopo il grande boom degli anni passati, quando i vini australiani sembravano giungere in tutto il resto del mondo e sgominare qualsiasi potere pre-esistente, questi stessi vini hanno subito una battuta d’arresto, un’inversione di tendenza. E tutto ciò, e qui sta il paradosso, mentre di fatto la qualità dei vini australiani è migliorata.

Questione di immagine, sostiene Jancis Robinson. Come nel caso del mercato statunitense dove ad esempio i vini australiani sono stati penalizzati dagli innumerevoli brand che cercavano di scopiazzare il Yellow Tail, ma con una qualità decisamente inferiore. Nell’alto di gamma, invece, c’è stato un eccessivo pompare da parte di Robert Parker. Quanto al Regno Unito, la Robinson tira in ballo le dinamiche delle multinazionali e il portafoglio prodotti in crisi di identità della Fosters. Poi ci sono lo scandalo della Palandri nella wine region della Margaret River, che paradossalmente è priva di vigneti, e il fatto che gli australiani stessi stiano bevendo meno vino nazionale, rispetto a prima, mentre aumentano il consumo di quello importato.

Insomma, a volte fare piani marketing ventennali non basta… O magari, grazie alle capacità dimostrate finora, saranno più veloci a riprendersi di quanto non sarebbero stati gli altri.


Altri articoli recenti

  • Finanziamenti per il marketing del vino dalla Regione Lombardia

  • Una pozione d’amore, in India

  • Comunicare il vino: lesson #3 inviare i comunicati stampa

  • La Vernaccia take away

  • Elogio dell’invecchiamento di Andrea Scanzi

  • Frescobaldi rinnova il sito

  • Arcigay, Ersa, vino, prodotti tipici e polemiche friulane

  • Cambio di denominazione per l’AOC Coteaux de Tricastin

  • Strade del vino e internet – dal rapporto di Città del Vino

  • A quando la vite fotovoltaica?

  • Product placement per Biondi Santi in Letters to Juliet

  • Oneglass wine, la nuova soluzione monodose