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4th
JUN

A quando la vite fotovoltaica?

Posted by Slawka G. Scarso under Nuove tecnologie e Innovazione per il vino, Vino e ambiente

Ormai tutte le aziende stanno migrando verso strategie ecosostenibili – e ci mancherebbe. Ne ho parlato già e ne continuerò a parlare però oggi vorrei parlare di un’innovazione che con il vino ancora non ha a che fare. Un’idea da eco-geek considerando l’utilizzo ancora limitato (così come è relativamente limitato il costo, però, soli 4950 eurini). Avete presente i bonsai, ovviamente. Bene, ne è nato uno fotovoltaico,  si chiama Electree ed è un progetto di Vivien Muller: un mini alberello che al posto delle foglie ha i pannelli solari e te lo puoi portare in giro per casa. Oltre al vantaggio di essere a prova di proprietario privo di pollice verde, il bonsai fotovoltaico serve a ricaricare cellulari & co.  Per ora è un prodotto da casa ma Vivien Muller sta studiando il modo di trasformarlo in un vero albero da “piantare” nei parchi. E chissà che tra un po’ di tempo non troveremo nelle vigne un bel filare di vite fotovoltaica… Meglio di tante sculture e installazioni nelle cantine firmate dal mega architetto!

via GreenMe

12th
MAY

Il vino da “socievole” a sociale

Posted by Slawka G. Scarso under Internet e vino, Marketing Solidale, Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

Ecco le poche slide della presentazione lampo che ho fatto ieri al SocialInnovation Barcamp di Roma organizzato da IdeaTRE60 sul tema del food (and wine!). 4 casi in 4 slide per fare un mini mosaico del mondo del vino “sociale” in Italia, grazie a 4 casi esemplificativi.

10th
MAY

dal perché io valgo all’io mi amo, anzi iomiamo

Posted by Slawka G. Scarso under Nuove tecnologie e Innovazione per il vino

Intercettata da un tweet di Tirebouchon di ieri mattina, ecco questa nuova linea di prodotti che contiene, fra gli altri, anche una crema a base di uve di Lambrusco. Che l’uva abbia effetti ossidanti si sapeva, che fosse usata per le creme pure – la prima azienda a farne un lancio più importante è stata la Lancome all’inizio degli anni 2000 – ma questo progetto è innovativo perché raccoglie dei prodotti certificati, in partnership con Slow Food® Italia, il Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali
della Facoltà di Chimica Industriale dell‘Università di Bologna e Phenbiox srl. Il nome del marchio in effetti richiama il noto slogan della L’Oréal (stesso gruppo della Lancome), e si chiama IOMIAMO: messaggio chiaro, c’è poco da spiegare. Grazie alla nuova biotecnologia utilizzata per i prodotti IOMIAMO aumenta l’efficacia del prodotto, in quanto vi è una maggior percentuale di principio attivo; aumenta la sicurezza del prodotto, non essendo utilizzati solventi chimici; aumenta la sostenibilità ambientale della produzione. E infatti i prodotti sono tutti certificati biologici, con grande trasparenza e visibilità circa i fornitori delle materie prime (per ciascuno c’è un link al sito aziendale) e, a seconda del caso, anche il bollino del Presidio Slowfood.

La distribuzione invece è ancora limitata: focus sull’Emilia Romagna, succursali nelle Marche e in Piemonte ma per il resto bisogna ordinare via email o per telefono.


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