Idee in ordine sparso (ma non troppo!), su marketing, comunicazione, pubbliche relazioni, vendita – spunti di riflessione dal mondo del vino e dell’agroalimentare in generale.
6th
AUG
Comunicare il vino lesson #4: davanti ai clienti non si litiga
Posted by Slawka G. Scarso under Arte e vino, Comunicare il vino, Distribuzione del vino, Food
Ieri sera sono stata al Wine and Food Film Festival organizzato dalla Provincia di Roma. Una serie di serate che fino al 20 agosto vede avvicendarsi pellicole più o meno conosciute proiettate all’interno della bella cornice del cortile interno di Palazzo Valentini. L’ingresso è libero (thumbs up), c’è solo da fare la fila dalle 19 per prendere i posti. Lo spettacolo invece inizia alle 20,45 circa e prevede prima la lettura di un testo che riguarda cibo o vino (ieri l’attore era bravo, il testo bello ma troppo, troppo lungo), e poi ieri in particolare hanno proiettato prima l’incantevole Belly Button Broth, favola in cortometraggio sulla nascita dei tortellini, e poi il clou era Focaccia Blues, docufiction sul caso della focacceria di Altamura che ha battuto McDonalds (interessante e divertente insieme, anche se mi aspettavo qualcosina di più, lo ammetto).
L’aspetto che invece mi ha interessato come blogger che parla di marketing del vino è stato il tie-in della degustazione di prodotti tipici presso l‘Enoteca della Provincia di Roma, con menu speciale per chi vedeva il film a 12 euro che includeva bicchiere di vino e una ricca selezione di assaggi. La location è splendida, soprattutto se ci si ricorda di prenotare i tavoli affacciati sui fori di Traiano. La coerenza tra evento principale e degustazione era ineccepibile così come ho apprezzato il fatto che le ragazze che lavoravano lì abbiano colto appieno l’opportunità di sfruttare l’extra visibilità per invogliare la gente a tornare anche dopo: e infatti oltre a spiegarci bene i vari prodotti ci hanno spiegato anche come funziona solitamente l’enoteca invitandoci a tornare. Fin qui tutto bene, davvero. Peccato per una signora che a un certo punto ha iniziato ad alzare la voce con le ragazze che stavano in sala. All’inizio ho pensato a una cliente insoddisfatta, fronteggiata da una timida ragazza che cercava di tranquillizzarla. Devo dire che tutto questo litigio mi ha messo un po’ di ansia, la digestione s’è bloccata di blocco (lo so, sono sensibile) mentre guardavo atterrita prima la scena poi la mia amica poi ancora la scena. Infine, la signora ci ha avvicinate e ci ha chiesto se eravamo lì per il film e se potevamo liberare il tavolo per gli altri (non c’era NESSUNO). Solo quando ha detto “di là abbiamo già aperto” ho capito che lavorava lì. Insomma, la tizia evidentemente era un qualche funzionario/impiegato della Provincia che non ha ben chiaro come ci si comporta davanti ai clienti. E, come abbiamo scoperto mentre facevamo la fila alla cassa, aspettava degli amici suoi da far sedere… Non so perché ma mi ha ricordato la paginetta della guida Routard della Rep Ceca in cui spiega certi atteggiamenti dei camerieri abituati ancora alla Praga di un tempo… A buon intenditor…
Peccato perché Zingaretti mi sta molto simpatico (l’ho incrociato al volo lo scorso Vinitaly e mi è sembrato particolarmente cordiale) e soprattutto le ragazze erano brave. Se non altro questo incidente mi offre lo spunto per ricordare un’altra regola base della comunicazione del vino e del cibo, lesson #4: davanti ai clienti, in enoteca come al ristorante, non si deve mai alzare la voce. Mai. Se hai qualcosa da chiarire coi dipendenti lo fai lontano dalla sala. Lo so che i più penseranno che sia scontato, ma evidentemente non lo è (e fra l’altro m’è capitato anche di recente in un’altra enoteca, in questo caso a gestione interamente privata, cosa ancor più riprovevole).
25th
NOV
Premio letterario Santa Margherita
Posted by Slawka G. Scarso under Arte e vino, Packaging del vino, etichette del vino
Ah, le retro-etichette! A chi è del mestiere sarà capitato decine di volte che qualcuno gli abbia chiesto, con aria a volte trasognata, a volte un po’ confusa: ma quelle descrizioni dietro le bottiglie, chi le scrive? Gli abbinamenti, gli aneddoti… Originali, pompate, didascaliche, banalissime, minimaliste, indimenticabili, approfondite fino all’inverosimile oppure sfruttate poco o male, le retro-etichette sono lo spazio bianco sul quale si può finalmente comunicare il vino oltre i limiti di legge* e direttamente sulla bottiglia.
E in questa moltitudine di opzioni ormai da quattro anni quelli di Santa Margherita portano avanti uno dei miei progetti preferiti, sarà che unisce vino e racconti e che è uno dei pochi premi letterari in Italia dove non cercano di estorcere soldi ai partecipanti, anzi! Così anche quest’anno si è concluso il premio letterario Santa Margherita, in collaborazione con Feltrinelli, che vedrà tre racconti brevissimi sul vino apparire nelle retro-etichette di centinaia di migliaia di bottiglie. Tirature alla Dan Brown insomma. La premiazione si è svolta martedì scorso nella cornice tutta kitsch e design del Boscolo Hotel di Milano, a due passi da San Babila e a quattro dal Duomo (ben in vista dalla terrazza dove si sorseggiava il nuovo Prosecco 52). A vincere, il racconto “Un bicchiere di parole” di Stefano Bianchi, seguito da Sebastiano Carron e da Serena Stringher. Quest’anno poi ero in giuria e dopo aver letto i racconti in gara devo dire che una cosa mi è piaciuta in particolare: non so chi fossero i partecipanti perché i racconti mi sono arrivati tutti anonimi e ho letto i curriculum dei vincitori giusto sul comunicato stampa finale, ma forse non erano esperti del settore… già, perché finalmente si è comunicato il vino con entusiasmo ma senza tecnicismi, in modo accessibile a tutti e al tempo stesso cercando di trasmettere le tante emozioni che si possono provare bevendo un buon bicchiere. Magari tutte le retro-etichette fossero così!
*ok, fino a un certo punto.
3rd
AUG
Premio letterario Santa Margherita, ancora un mese di tempo
Posted by Slawka G. Scarso under Arte e vino, Comunicare il vino
Manca ancora un mese abbondante e visto che magari qualcuno di voi si rilasserà ad agosto e potrebbe trovare nuove fonti di ispirazione, segnalo la quarta edizione del premio letterario organizzato dal gruppo Santa Margherita in collaborazione con Feltrinelli. I premi sono da capogiro: 3 buoni sconto ricchissimi da spendere nelle librerie Feltrinelli, oltre a una magnum Santa Margherita. E in più non c’è quota di partecipazione, cosa che nel settore dei concorsi letterari è degna di nota e di per sé garanzia di qualità. Il racconto deve essere brevissimo, 4000 battute appena (caratteri spazi inclusi), inedito e ispirato al mondo del vino. Il regolamento completo lo trovate qui ma intanto vi anticipo che c’è tempo fino al 15 settembre.
In bocca al lupo a quanti parteciperanno!
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