Enoturismo e raccolta dati – 5 consigli (più uno)

Database foto di shinichi (fonte Flickr)Nel mondo del vino c’è un tipico controsenso. Da un lato ci si lamenta del fatto che sia difficile fidelizzare il cliente, dall’altro anche quando questa operazione viene facilitata si trascurano dei dettagli importanti. In questo post vedremo dunque 5 consigli utili (più uno) per la raccolta dati nel settore dell’enoturismo.

Parlando con un produttore di vino, mesi fa, era venuto fuori il discorso degli enoturisti che venivano da lui in cantina. Diceva che ogni anno riceve tantissime visite, ma che poi non manteneva i contatti. «Prendi nota dei loro dati, vero?», gli avevo domandato. Ma lui «No, in realtà non lo faccio, non ho tempo». Al solito, la mancanza di tempo è il fattore decisivo, la discriminante tra opportunità e opportunità mancata. E l’opportunità mancata non porta mai a una vendita.

È semplice: un cliente che viene a visitarvi in cantina è il più propenso a mantenere i contatti con voi, a continuare a comprare i vostri vini – se soddisfatto, ovviamente. Questo accade perché con la personalizzazione dell’incontro e dell’esperienza, il vostro vino si è staccato dalla concorrenza. Ha acquisito degli elementi di differenziazione che lo rendono unico. Siete diventati memorabili. La fidelizzazione e a un passo da voi.

Ecco cinque consigli (più uno) per raccogliere i dati in modo ottimale per non sprecare questa occasione e fidelizzare i clienti.

  1. Preparate un modulo per la raccolta dati – vi basta conoscere poche informazioni: Nome, Cognome, Indirizzo email e, se potete, Indirizzo fisico (basta anche solo la città, dipende dalle vostre attività, da quello che avete in programma di fare). L’indirizzo email vi serve per rimanere in contatto. Difficilmente una persona che è venuta ad acquistare i vostri vini in cantina, o comunque a visitare l’azienda, non sarà disposta a darvi questo riferimento. L’indirizzo fisico è utile in due casi: il primo, se dovete poi spedire dei vini, o magari organizzate un evento nella città dove si vive il vostro enoturista. In quel modo potrete inviare un invito personalizzato, e questo facilita sempre il passaparola.
  2. Giustificate la raccolta dati dandole un valore – se è vero che si dà più facilmente un indirizzo email, l’indirizzo fisico e altri dati sono percepiti come più personali e sensibili. Per questo è bene giustificare questa richiesta, far capire che cedendo questi dati il consumatore otterrà dei vantaggi. Spiegate ad esempio se vi serve per inviare una newsletter cartacea, o gli auguri di Natale o appunto nell’eventualità di organizzare un evento in una città in particolare.
  3. Rendete semplice il sistema di digitalizzazione – un database cartaceo ovviamente non serve a nulla, i dati vanno inseriti al computer. Ci sono software specializzati nella gestione di database. Una soluzione semplice può essere quella di impostare una newsletter con Mailchimp. Entro i 2000 iscritti le funzioni base (che sono tante) sono gratuite e il modulo è facile da aggiornare. Si possono anche importare liste.
  4. Aggiungete dei moduli simili anche sul vostro sito e sulla vostra pagina Facebook. In questo modo potrete raccogliere in un unico database sia i riferimenti di chi conoscete direttamente in cantina (o vi passa a trovare in fiera), sia di chi vi conosce per prima cosa online. È importante che questi moduli parlino tutti tra loro, in modo che non abbiate doppioni – non c’è niente di peggio che ricevere due volte la stessa comunicazione – ma teniate comunque traccia di dove sono stati presi i dati inizialmente. Come spiegato all’inizio, un cliente che è venuto a trovarvi in cantina vi è per forza di cose più vicino di uno che vi ha conosciuto, per ora, solo online.
  5. Preparate il personale che si occuperà della raccolta dati. I dipendenti – salvo la vostra non sia un’azienda a conduzione familiare – devono essere resi partecipi, il che vuol dire spiegare come funziona il sistema, spiegare a cosa serve e quali sono i vantaggi per l’azienda e di riflesso anche per loro. Visto che state aggiungendo loro un compito è bene che siano motivati a farlo.
  6. Comunicate con i vostri clienti.
    • Inviate un messaggio di ringraziamento per essere venuti a trovarvi in cantina.
    • Comunicate regolarmente (bastano 4 volte l’anno). Mandando una newsletter a trimestre di sicuro avrete delle informazioni da comunicare. Ricordate di inviare contenuti interessanti.
    • Celebrate le feste (e se avete preso nota del loro compleanno, perché non mandare uno sconto speciale in quella occasione? Lo fa pure il mio parrucchiere…

Ecco dunque i 5 consigli (più uno) per aiutarvi a fidelizzare i clienti e sfruttare appieno l’opportunità che vi è data dalle visite in cantina. Se poi volete aggiungere qualche punto a questa lista, in base alla vostra esperienza diretta, commentate qui sotto.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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