Tappo a vite… di sughero

E’ stato lanciato oggi al Vinexpo a Bordeaux Helix, un nuovo tappo a vite fatto con sughero agglomerato. O meglio, è stata lanciata una bottiglia di vetro con tappo di sughero, un packaging basato sulla partnership tra Amorim (società produttrice di sughero) e O-I, società che invece si occupa di produrre bottiglie di vetro. La particolarità infatti sta non tanto (non solo) nel tappo di sughero, in realtà, quanto nelle bottiglie di vetro che hanno una serie di guide in rilievo all’interno del loro collo. Al momento dell’imbottigliamento – la linea di imbottigliamento viene solo leggermente modificata, dicono i produttori, per poter utilizzare questo nuovo packaging – quando viene inserito il tappo: il sughero grazie alla sua elasticità, forma le scalanature scavate da queste guide. Tra i vantaggi, il fatto che la bottiglia può essere poi aperta manualmente e richiusa, come con un qualsiasi tappo a vite.

Da questo punto di vista le due aziende puntano a valorizzare l’aspetto naturale dato dall’utilizzo delle materie prime riciclabili (vetro e sughero) ricordando un aspetto di cui a volte nei vari discorsi sui tappi ci si dimentica: e cioè che una produzione di sughero oculata, e non forzata come negli ultimi decenni, permette anche di mantenere la biodiversità.
Test fatti dall’azienda hanno dimostrato che il vino non subisce problemi nell’arco di 26 mesi (almeno) e questo sia con vini con solforosa che senza.

 

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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