Post a pagamento? No grazie – con appello ai produttori di vino

Blog Marketing Up Close Word Blog GraphiE insomma questo post lo scrivo al volo e quindi scusatemi se scrivo di getto. Il fatto è che è appena arrivata, nel giro di un mesetto e mezzo, la seconda proposta di post a pagamento su questo blog. La prima era arrivata a luglio e aveva generato non poche polemiche online mentre tanti erano in ferie.  La seconda proposta è arrivata da un’altra comunicatrice per un altro cliente. In pratica si offrono di fornire contenuti che io e gli altri blogger potremmo poi pubblicare, secondo loro, pari pari sul nostro blog: “contenuti unici e originali”. E, in caso volessi scrivere direttamente io, il pezzo, si mettono a disposizione per pagarmi, devo comunicare via email la cifra.

Il fatto è che qui si spacciano per esperti di marketing e comunicazione 2.0 ma forse a forza di stare su twitter e facebook hanno perso le regole del buon senso. Il rapporto con un blogger, così come in passato con un giornalista, lo devi costruire. E questo si fa con calma. Deve essere un rapporto di fiducia. E non dico che non ci siano gli scrocconi della situazione, ma personalmente trovo offensivo che qualcuno si proponga di scrivere su queste pagine al posto mio e ancor più che offrano di pagarmi. La cosa dal punto di vista stilistico (dell’etica potrei parlare per ore) ha davvero poco senso visto che ogni blogger che si rispetti ha trovato una sua voce, quindi o mi trovi un ghost writer da paura, capace di riprendere al volo il mio stile e la mia voce, oppure si vedrà dopo 5 parole appena che un post non l’ho scritto io.

E poi c’è un altro discorso. Mettiamo il caso che io sia una che non prende i soldi e quindi che accetti, magari, ma senza chiedere nulla in cambio. Perché mi interessano i vini, o il progetto. Solo che poi la comunicatrice in questione ha mandato lo stesso mailing ad altri 100 blogger, e si fa presto a pensare male. E quindi io faccio un appello, ai comunicatori ma soprattutto alle aziende vitivinicole: verificate che i vostri consulenti non offrano di pagare per i post. Verificatelo perché il rischio poi è che il Blogger XXX non voglia parlare di voi per non avere poi lui stesso un danno di immagine. Perché il rischio è che un’operazione del genere abbia un effetto boomerang, così anziché avere un bel tam tam online, ci sarà un silenzio assordante: perché nessuno, per un bel po’, avrà più il coraggio di menzionarvi.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

6 comments

Ciao Slawka,
il contenuto del tuo post è totalmente condivisibile.
Sottoscrivo anch’io l’appello alle aziende a verificare il modus operandi dei propri consulenti/agenzie, perché possono essere un’arma a doppio taglio.
Purtroppo ci sono aziende che ignorano che le agenzie alle quali si affidano operano in maniera non totalmente traparente.
Pamela

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