Lo Champagne ecosostenibile

Meno vetro, meno CO2. Da un po’ di tempo il consumatore del vino sta diventando più verde delle bottiglie, soprattutto in mercati particolarmente sensibili come quello britannico, e così anche il Comité Champagne si è mosso in questa direzione.  Proprio oggi hanno infatti annunciato il lancio di un nuovo standard di bottiglia, più leggera ma al tempo stesso sicura e capace di reggere la pressione dello Champagne e tutti i traumi che una bottiglia subisce durante l’imbottigliamento e il trasporto (va bene l’ambiente ma nessuno avrebbe voglia di farsi scoppiare una bottiglia in mano – io no di sicuro, dopo che mi si è già rotto un calice tra le dita un bel dì di giugno del 2005). La nuova bottiglia rientra nelle azioni messe in atto nella regione della Champagne con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 25% entro il 2020.

Grazie a questo eco-restyling c’è stata una riduzione di peso di 65 grammi a bottiglia (da 900 a 835 grammi) che tradotto in anidride carbonica vuol dire 8mila tonnellate in meno l’anno – che poi, si spiega nel comunicato, equivale alle emissioni annuali di 4.000 automobili. Niente di meno.
E per i più sensibili all’ecosostenibilità segnalo questo magazine online molto ma molto carino scoperto un paio di settimane fa all’ultima Girl Geek Dinner di Roma.

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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