Vino, pubblicità invasiva, troll e tivvù

La settimana scorsa ho fatto il mio esordio sulle pagine di Intravino e visto il taglio fresco di questo nuovo blog, e dovendo trovare qualcosa di diverso rispetto a quanto scrivo qui o su Tigulliovino, ho pensato di buttarmi più sul come non si comunica il vino, anziché il mio classico articolo how-to. Poi è capitato che casualmente, proprio nel giorno in cui mi chiedevo occhei, ma ora cosa scrivo? mi hanno girato un mailing di quelli che fanno ridere e al tempo stesso infastidiscono. E il risultato è stato La prova del marketing. Invasivo. Già, perché nel mailing in questione, l’ufficio stampa di Adua Villa stravolgendo le potenzialità dei social network proponeva alle aziende di fare pubblicità invasiva sulla fanpage di Adua – a prezzi peraltro bassi, l’ho detto dall’inizio. Io ho tentato di spiegare che fare pubblicità invasiva rovina l’immagine dell’azienda stessa, che ci sono ben altri modi di sfruttare i social network… ne è nato un dibattito un po’ piccato e parecchio trolleggiante in cui finalmente anch’io ho provato l’ebrezza di avere le mie parole (scritte!) rimodellate a piacere come pongo. Chiudo dunque citando un mio amico che un giorno disse: “editate gente, editate…”

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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