Interattività nei wine bar

Interattività nei wine bar[INCIPIT] L’interattività è un elemento che sta diventando sempre più importante per il consumatore, complice anche lo sviluppo di internet. Passati i tempi in cui le aziende potevano cavarsela mettendo online un sito internet che equivaleva a una brochure in rete e non più cartacea, i consumatori si aspettano di essere partecipi di ogni rapporto col produttore di beni o di servizi. Perchè tutto contribuisce a creare e arricchire l’esperienza del prodotto-servizio. Se poi quest’esperienza ha contenuti tecnologici e un’interfaccia funzionale e graficamente piacevole, tanto di meglio.

Così, anche nei wine bar aumentano gli elementi che creano l’interattività. Se da un lato questo determina una standardizzazione del servizio, e quindi un maggiore controllo della qualità (il servizio essendo meno dipendente dal personale è meno suscettibile di errori), dall’altro in certe modalità permette anche una riduzione dei costi in quanto parte del servizio stesso viene effettuato dal consumatore stesso. Ovviamente una volta che vengono ammortizzati gli investimenti tecnologici. È il caso delle macchine per azoto che servono il vino come un dispenser “qualunque”. Il consumatore in questo caso inserisce una carta pre-pagata e poi sceglie il vino che viene versato in un bicchiere. Né più né meno come se si trattasse di una merendina o di una bevanda calda. Continua a leggere il mio articolo su Tigulliovino

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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