Collezionare etichette, ancora indotto generato dal mercato del vino

[INCIPIT]C’è chi colleziona bottiglie e avendo spazio e locali adatti mette da parte per un futuro indeterminato il vino che più gli piace e che, ovviamente, più è in grado di tollerare il passaggio del tempo. E c’è pure chi preferisce bere subito il vino in questione e tenere da parte le etichette. Un hobby di sicuro non nuovissimo – in giro si possono trovare collezioni che sfoggiano cimeli risalenti a centinaia di anni fa – ma che oggi si rinnova grazie a tecnologia e voglia di diversificare. Perchè, come sempre, se c’è un mercato, vale la pena sfruttare l’opportunità.

Così negli ultimi anni è incrementato il numero di prodotti dedicati al collezionismo di etichette, prodotti che col miglioramento delle tecnologie sono diventati più abbordabili di prima. Si tratta innanzitutto di speciali adesivi stacca-etichetta che permettono di separare il prezioso foglietto di carta dalla bottiglia evitando che la colla rovini tutto. Un processo delicato che altrimenti richiederebbe anche qualche giorno tra bagnare le etichette e tenerle in “ammollo” (da dieci a quaranta ore circa), staccarle e asciugarle, e non pochi grattacapi e momenti di maniacale disperazione. Continua a leggere il mio articolo su Tigulliovino.

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

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