Vendere vino in aeroporto

Bubbles - il wine bar dell'aeroporto di AmsterdamIspirato ai miei recenti giri per i continenti…
[INCIPIT] Mentre imperversano le polemiche sugli effetti delle restrizioni al bagaglio a mano sulle vendite di vino, si stanno sviluppando un po’ ovunque i wine bar da aeroporto. Il vantaggio di questo tipo di canale sta nel fatto che sfrutta un’occasione in cui il cliente ha voglia di essere intrattenuto mentre aspetta il volo, e per questo è più ricettivo – un po’ come nel caso degli spot al cinema che possono essere più lunghi di quelli in televisione perché tanto lo spettatore non può cambiare canale né tanto meno ha intenzione di spostarsi dalla propria poltrona. Insomma, il wine-bar all’aeroporto soddisfa un bisogno di intrattenimento, di provare qualcosa di nuovo, da parte del consumatore, in un momento in cui farebbe di tutto pur di ammazzare il tempo prima dell’imbarco. L’altro vantaggio è legato al fatto che il cliente-viaggiatore è ormai preparato in materia di vino, e ha voglia di sperimentare. Per di più, il viaggio, è già un’esperienza in cui chi lo intraprende è propenso ad assorbire nuove nozioni, a provare qualcosa di diverso. C’è spazio quindi per sbizzarrirsi con l’offerta, proponendo cose particolari a un consumatore che magari non vede l’ora di provarle… Continua a leggere il mio articolo su Tigulliovino.

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

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