Ancora etichette – e abbinamenti

Nei giorni passati avevo parlato di un’indagine che era stata fatta sui consumatori francesi in merito al ruolo delle etichette nella comunicazione del vino. Leggo ora un interventodella professoressa Maria Sassi dell’università di Pavia (sempre sull’argomento etichette), apparso su Winenews.

La professoressa Sassi fa notare come tra le leve di marketing più importanti ci sia appunto l’etichetta, e in particolare alcuni elementi in etichetta che tra l’altro sono facoltativi: marchio dell’azienda (nome, simbolo, sistema di colori e codice grafico); raccomandazioni ai consumatori (storia del vino e possibili abbinamenti); forma, colori e qualità della carta.

Sono perfettamente d’accordo con quanto sopra, salvo il mio scetticismo sulla possibilità di creare davvero un’immagine di marca in un mercato così frammentato come quello del vino. Il concetto di marca infatti prevede una distinzione rispetto agli altri produttori, ma a puntare alla differenziazione sono davvero tanti (troppi!), contro numeri in confronto irrisori (nell’ordine delle 10-20 marche) per gli altri settori.

La cosa su cui vorrei fare maggiormente il punto in questa occasione, però, è l’aspetto degli abbinamenti in etichetta. Gli abbinamenti sono sicuramente un ottimo modo di vendere il prodotto, creando per definizione già un suggerimento di utilizzo, rassicurando gli eterni indecisi, sostituendo il sommelier/negoziante e quindi assumendo un ruolo importante anche nella Gdo.

Tuttavia ho letto troppe etichette in cui il vino in questione, pur di venderlo, veniva proposto con qualsiasi cosa, da un primo piatto leggero ai grandi brasati… Il rischio è quello che il consumatore si senta ancora più confuso. Non ci vuole un sommelier per sapere che c’è una bella differenza tra un arrosto di manzo e gli spaghetti aglio e olio, e per intuire che magari questa differenza influenzerà l’abbinamento. Allora perché anche quando si cerca di dare un consiglio al consumatore di fatto lo si prende in giro?
Bisognerebbe forse mettere qualche vincolo legislativo anche su queste menzioni facoltative in etichetta?…

About Slawka

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la LUISS Business School, l'Università di Salerno, la Fondazione E. Mach e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR) e Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli)

Lascia un commento

*