Conad per il vino

Ecco un estratto dalla presentazione di Giuseppe Ziliani, direttore della marca commerciale Conad, al convegno su Gdo e vino organizzato al Vinitaly la settimana scorsa.

Per quanto riguarda il vino, Conad basa la sua offerta partendo da una caratteristica ben definita della catena, e cioè il fatto che il core business è rappresentato dai punti vendita “di vicinato”. In pratica il valore aggiunto sta nello stare sotto casa. Non è un caso quindi che Conad possa contare su 4 milioni di consumatori non occasionali, con una penetrazione del 20,3%, e una forte frequenza di acquisto (in media, circa una volta a settimana). Questi sono gli elementi che fanno di Conad la catena n. 2 in Italia dopo Coop, ma sono anche elementi che si riflettono sull’offerta di vino (il mercato del vino in Conad ha volumi che si aggirano attorno ai 30 milioni di litri).
In che modo? Grazie all’immagine di punto vendita sotto casa, Conad ha studiato un’offerta di vini che pone una grande attenzione ai vini della regione, andando a rappresentare il prodotto del territorio anche con aziende più piccole che magari non sarebbero in grado di generare i volumi di cui potrebbe avere bisogno la stessa catena su scala nazionale.

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Consulente di comunicazione e marketing enogastronomico per aziende piccole e grandi. Docente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. l'Università di Salerno, lo IUSVE di Venezia e la Fondazione E. Mach. Autrice di vari volumi tra cui i manuali Marketing del vino (2014, Edizioni LSWR, seconda edizione nel 2017), Marketing del gusto (2015, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli), e Marketing dei prodotti enogastronomici all'estero (2017, Edizioni LSWR, con Luciana Squadrilli e Rita Lauretti).

Lascia un commento

*